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Scadenza e disdetta del contratto d'affitto: calcola le date

Aggiornato Il calcolo avviene nel tuo browser: nessun dato viene inviato

Da quale data parti?

Tutte le date del contratto: disdetta, scadenze, rinnovi e registro.

Negozi, uffici e affitti brevi non sono coperti.

La data da cui parte il contratto, scritta nel contratto.

Cambialo solo se il contratto prevede più anni prima del rinnovo.

Date fiscali (facoltativo)IRPEF, firma il giorno dell'inizio
Come paghi le tasse sull'affitto?

Serve per la registrazione: 30 giorni dalla firma, o dall'inizio se viene prima.

Le date del tuo contratto

Disdetta alla prima scadenza (solo per i motivi di legge): deve arrivare entro

Conta il giorno in cui la lettera arriva, non quello in cui la spedisci.

Spedisci entro (consigliato)30 giorni prima sarebbe domenica 30/01/2028: anticipata al giorno feriale prima. Spedisci con raccomandata con ricevuta di ritorno
Il contratto scade il
31/08/2028
Se nessuno scrive si rinnova fino alpoi disdetta da far arrivare entro il 29/02/2032
31/08/2032
  1. Proprietario

    Disdetta alla prima scadenza: da far arrivare entro

    Puoi disdire solo per uno dei motivi elencati dalla legge 431/1998 (articolo 3), da scrivere nella lettera. Senza una disdetta valida, alla prima scadenza il contratto si rinnova da solo per altri 4 anni.

    Consigliato: spedisci entro venerdì , con raccomandata con ricevuta di ritorno

  2. Prima scadenza

    Senza una disdetta valida il contratto si rinnova da solo per 4 anni, fino al 31/08/2032.

  3. Proprietario o inquilino

    Disdetta alla seconda scadenza: da far arrivare entro

    Con una raccomandata puoi dire che non vuoi rinnovare, o proporre nuove condizioni. Chi la riceve ha 60 giorni per rispondere; senza risposta o senza accordo il contratto finisce alla scadenza. Se nessuno scrive, il contratto si rinnova da solo alle stesse condizioni.

    Consigliato: spedisci entro venerdì , con raccomandata con ricevuta di ritorno

  4. Seconda scadenza

    Se nessuno ha mandato la lettera, il contratto si rinnova da solo alle stesse condizioni. La legge non dice per quanti anni: controlla il contratto e, per le scadenze successive, usa «Data di scadenza».

Registrazione e imposta di registro (10 date)
  1. Proprietario

    Registra il contratto

    Ultimo giorno per registrarlo all'Agenzia delle Entrate (modello RLI), pagando l'imposta di registro del primo anno (o di tutta la durata) e il bollo sul contratto: 16 € ogni 4 facciate o 100 righe, per ogni copia. Sono 30 giorni dalla firma, o dall'inizio se viene prima.

  2. Proprietario

    Dai la prova della registrazione

    Entro 60 giorni dalla registrazione consegna all'inquilino e all'amministratore di condominio (se c'è) la ricevuta di registrazione: lo chiede la legge 431/1998. La data indicata vale se registri l'ultimo giorno utile: se registri prima, anticipa.

  3. Imposta di registro del 2° anno

    Se paghi anno per anno: versa l'imposta per l'anno che inizia il 01/09/2025 (codice tributo 1501). Entro la stessa data puoi passare alla cedolare secca per quell'anno, dopo aver mandato all'inquilino la raccomandata di rinuncia agli aumenti.

  4. Imposta di registro del 3° anno

    Se paghi anno per anno: versa l'imposta per l'anno che inizia il 01/09/2026 (codice tributo 1501). Entro la stessa data puoi passare alla cedolare secca per quell'anno, dopo aver mandato all'inquilino la raccomandata di rinuncia agli aumenti.

  5. Imposta di registro del 4° anno

    Se paghi anno per anno: versa l'imposta per l'anno che inizia il 01/09/2027 (codice tributo 1501). Entro la stessa data puoi passare alla cedolare secca per quell'anno, dopo aver mandato all'inquilino la raccomandata di rinuncia agli aumenti.

  6. spostata al primo giorno lavorativo

    Comunica il rinnovo all'Agenzia delle Entrate

    Il rinnovo (per l'Agenzia si chiama «proroga») va comunicato con il modello RLI entro 30 giorni dalla scadenza, pagando l'imposta di registro (codice tributo 1504) per un anno o per tutto il periodo. Il 01/10/2028 è domenica: la scadenza è spostata al primo giorno lavorativo, lunedì 02/10/2028.

  7. Imposta di registro del 6° anno

    Se per il rinnovo paghi anno per anno: versa l'imposta per l'anno che inizia il 01/09/2029 (codice tributo 1501).

  8. Imposta di registro del 7° anno

    Se per il rinnovo paghi anno per anno: versa l'imposta per l'anno che inizia il 01/09/2030 (codice tributo 1501).

  9. Imposta di registro dell'8° anno

    Se per il rinnovo paghi anno per anno: versa l'imposta per l'anno che inizia il 01/09/2031 (codice tributo 1501).

  10. Se il contratto si rinnova: comunicalo all'Agenzia

    Anche il rinnovo automatico va comunicato con il modello RLI entro 30 giorni, pagando l'imposta di registro (codice tributo 1504).

L'inquilino può lasciare la casa in qualsiasi momento per gravi motivi, con 6 mesi di preavviso. Controlla anche cosa dice il contratto sull'uscita anticipata dell'inquilino.

Se il contratto finisce prima della scadenza (perché l'inquilino se ne va o perché vi accordate), entro 30 giorni comunica la fine anticipata all'Agenzia delle Entrate con il modello RLI: in regime IRPEF si pagano 67 € di imposta di registro (codice tributo 1503); con la cedolare secca l'imposta non si paga, ma la comunicazione è dovuta.

Il 29/02/2032 è una domenica: fai in modo che la lettera arrivi entro venerdì 27/02/2032.

Il 31 febbraio non esiste: quando manca il giorno, il termine cade l'ultimo giorno del mese.

Google Calendar: solo il 29/02/2028 (si apre in una nuova scheda)

Il file .ics porta nel tuo calendario tutte le date ancora da venire; «Google Calendar» apre il sito di Google in una nuova scheda e gli passa un solo evento: la data del 29/02/2028, con il titolo e la spiegazione.

Mesi contati sul calendario. Sabati, domeniche e festivi nazionali sono segnalati; il patrono della tua città no. Vale sempre la data scritta nel contratto.

Nei contratti 4+4 e 3+2 la disdetta va mandata almeno 6 mesi prima della scadenza, contati sul calendario: se il contratto scade il 31 agosto 2028, fai in modo che arrivi entro il 29 febbraio 2028, meglio spedendola un mese prima. Scegli il tipo di contratto e la data di inizio: il calcolatore ti dice entro che giorno deve arrivare, quanti giorni mancano e tutte le altre date, dalla registrazione ai rinnovi.

Come si calcolano le scadenze del contratto

L'ultimo giorno del contratto è la data di inizio più la durata, meno un giorno: un 4+4 che parte il 1° settembre 2024 ha la prima scadenza il 31 agosto 2028 e la seconda il 31 agosto 2032. Un 3+2 ha la prima scadenza dopo 3 anni, poi si allunga di 2 anni e dopo si rinnova di 2 anni in 2 anni. Transitori e contratti per studenti durano i mesi scritti nel contratto.

Se il contratto inizia il 29, 30 o 31, in alcuni mesi quel giorno non esiste e la data di fine scritta nel contratto può essere diversa di un giorno. Vale sempre la data del contratto: se è diversa, usa «Data di scadenza».

Non coperti: negozi e uffici, affitti brevi, comodato e contratti iniziati prima del 30 dicembre 1998, per i quali valgono regole diverse.

Entro quando deve arrivare la disdetta

Il termine si conta a mesi di calendario, all'indietro dall'ultimo giorno del contratto:

termine della disdetta = ultimo giorno del contratto − 6 mesi di calendario

Se quel giorno nel mese non esiste si prende l'ultimo giorno del mese: è la regola del codice civile per i termini a mesi (articolo 2963).

Conta l'arrivo: una comunicazione vale da quando arriva all'indirizzo di chi la riceve (articolo 1335 del codice civile). La legge 431/1998 dice di inviare la lettera almeno sei mesi prima: per stare tranquillo il calcolatore indica la data entro cui deve arrivare e una data consigliata di invio, 30 giorni prima (anticipata all'ultimo giorno feriale, se cade di sabato, di domenica o in un festivo). Usa la raccomandata con ricevuta di ritorno, che prova la data di arrivo.

Il termine della disdetta non si sposta per sabati, domeniche e festivi. Se cade di sabato, di domenica o in un festivo nazionale (compreso il 4 ottobre, festa nazionale dal 2026), il calcolatore te lo segnala e ti indica l'ultimo giorno feriale prima. Il patrono della tua città non è considerato. Le scadenze fiscali (registrazione, imposta degli anni successivi, rinnovo) invece slittano al primo giorno lavorativo dopo.

Preavviso della disdetta per tipo di contratto
Contratto e scadenzaPreavvisoChi può disdire
4+4, prima scadenza6 mesiProprietario, solo per i motivi di legge
4+4, seconda scadenza6 mesiProprietario o inquilino
3+2, prima scadenza6 mesiProprietario, solo per i motivi di legge
3+2, fine dei 2 anni in più e rinnovi6 mesiProprietario o inquilino
Studenti universitariDa 3 mesi a 1 mese primaInquilino
TransitorioNessuno: finisce da soloNon serve la disdetta

Esempio svolto: 4+4 dal 1° settembre 2024

Contratto a canone libero che parte il 1° settembre 2024, firmato lo stesso giorno, in regime IRPEF con l'imposta di registro pagata anno per anno: sono i valori con cui si apre il calcolatore.

Le date dell'esempio svolto, in ordine
DataCosa succedeChi
01/10/2024Registra il contrattoProprietario
30/11/2024Dai la prova della registrazioneProprietario
01/10/2025Imposta di registro del 2° anno—
01/10/2026Imposta di registro del 3° anno—
01/10/2027Imposta di registro del 4° anno—
29/02/2028Disdetta alla prima scadenza: da far arrivare entroProprietario
31/08/2028Prima scadenza—
02/10/2028Comunica il rinnovo all'Agenzia delle Entrate—
01/10/2029Imposta di registro del 6° anno—
01/10/2030Imposta di registro del 7° anno—
01/10/2031Imposta di registro dell'8° anno—
29/02/2032Disdetta alla seconda scadenza: da far arrivare entroProprietario o inquilino
31/08/2032Seconda scadenza—
01/10/2032Se il contratto si rinnova: comunicalo all'Agenzia—

I due conti che contano:

  • 31/08/2028 − 6 mesi = «31 febbraio 2028», che non esiste: il termine è il 29/02/2028 (il 2028 è bisestile). 30 giorni prima è il 30/01/2028, una domenica: meglio spedire entro venerdì 28/01/2028.
  • Registrazione, imposta degli anni successivi e comunicazione del rinnovo cadono 30 giorni dopo l'inizio o l'anniversario: 01/09/2024 + 30 giorni = 01/10/2024. La prova della registrazione va data entro i 60 giorni successivi, cioè entro il 30/11/2024. Se il trentesimo giorno cade di sabato, di domenica o in un festivo, la scadenza fiscale passa al primo giorno lavorativo: il 01/10/2028 è domenica, quindi la comunicazione del rinnovo va fatta entro lunedì 02/10/2028.

Il 29 febbraio 2032 è una domenica: la seconda lettera deve arrivare entro venerdì 27 febbraio. Con la cedolare secca spariscono le righe dell'imposta, ma restano la comunicazione del rinnovo e la raccomandata all'inquilino.

Prima e seconda scadenza: cosa può fare il proprietario

Prima scadenza

Puoi disdire solo per uno di questi motivi, elencati dall'articolo 3 della legge 431/1998, e il motivo va scritto nella lettera: altrimenti la disdetta non vale.

  1. usarla come abitazione o per un'attività commerciale, artigianale o professionale tua, del coniuge, dei genitori, dei figli o dei parenti fino al secondo grado;
  2. la casa è di un ente o di una società con finalità pubbliche, sociali, mutualistiche, cooperative, assistenziali, culturali o di culto, che vuole usarla per quelle attività offrendo all'inquilino un'altra casa adatta;
  3. l'inquilino ha già a disposizione un'altra casa libera e adatta nello stesso comune;
  4. l'edificio è gravemente danneggiato e va ricostruito o messo in sicurezza, e la presenza dell'inquilino impedisce lavori indispensabili;
  5. lo stabile va ristrutturato integralmente, demolito o trasformato, oppure (se la casa è all'ultimo piano) va sopraelevato, e i lavori richiedono di liberare la casa;
  6. l'inquilino non abita stabilmente la casa senza un giustificato motivo, e nessuno gli è subentrato legittimamente nel contratto;
  7. vuoi venderla a terzi e non possiedi altre abitazioni oltre a quella in cui vivi: l'inquilino ha diritto di prelazione, cioè può comprarla alle stesse condizioni.

Per i lavori dei punti d) ed e) serve il permesso edilizio (concessione o autorizzazione). Il preavviso è di almeno 6 mesi. Se poi, riavuta la casa, non la usi per quel motivo entro 12 mesi, l'inquilino può chiedere di tornare nel contratto o un risarcimento di almeno 36 mensilità. Il calcolatore non sceglie il motivo per te: prima di spedire, parlane con un avvocato.

Seconda scadenza del 4+4

Dopo 8 anni proprietario e inquilino possono mandare una raccomandata, almeno 6 mesi prima, per non rinnovare o proporre nuove condizioni. Chi la riceve ha 60 giorni per rispondere; senza risposta o senza accordo il contratto finisce alla scadenza. Se nessuno scrive, il contratto si rinnova da solo alle stesse condizioni: la legge non dice per quanti anni, quindi controlla il contratto e, per le scadenze successive, usa «Data di scadenza».

Canone concordato (3+2)

Dopo i primi 3 anni, se non vi accordate su un rinnovo e non c'è una disdetta per i motivi dell'articolo 3, il contratto si allunga da solo di 2 anni. Alla fine di quei 2 anni ciascuno può mandare la raccomandata almeno 6 mesi prima; se nessuno scrive, il contratto si rinnova da solo di 2 anni in 2 anni, a ogni scadenza (lo ha chiarito una legge del 2019). Qui la regola dei 60 giorni per rispondere non c'è.

L'inquilino

Può lasciare la casa in qualsiasi momento per gravi motivi, con 6 mesi di preavviso. Controlla anche cosa dice il contratto se vuole andarsene prima. Se ti ha già scritto, scegli «Lettera ricevuta» e inserisci il giorno in cui la lettera ti è arrivata: il calcolatore conta i mesi sul calendario e ti dice quando finisce il preavviso. È una data indicativa.

Transitori e contratti per studenti

Transitorio: dura al massimo 18 mesi e finisce senza disdetta. Vale solo se l'esigenza transitoria (tua o dell'inquilino) è tra quelle dell'accordo territoriale del tuo comune, è scritta nel contratto e, oltre i 30 giorni, documentata; nei comuni con più di 10.000 abitanti anche il canone deve stare nei valori dell'accordo: non è libero. Altrimenti può diventare un 4+4. Se il motivo era una tua esigenza e non usi la casa per quello entro 6 mesi, l'inquilino può chiedere di tornare nel contratto o 36 mensilità. Nei transitori fino a 30 giorni il canone è libero e l'esigenza non va documentata. Il calcolatore accetta transitori da 1 a 18 mesi.

Studenti universitari: si può fare solo nei comuni sede di università o di corsi universitari (o in quelli vicini) e se l'inquilino è iscritto a un corso in un comune diverso da quello in cui risiede. Dura da 6 a 36 mesi; alla prima scadenza si rinnova per lo stesso periodo, a meno che l'inquilino non mandi la disdetta tra 3 mesi e 1 mese prima; per gravi motivi può andarsene con 3 mesi di preavviso.

Sono le regole del modello ministeriale, cioè il contratto tipo allegato al DM 16 gennaio 2017. In alcuni comuni l'accordo nuovo è arrivato dopo il 2017: se il tuo contratto usa un modello precedente, controlla cosa dice.

Registrazione, rinnovo, fine anticipata e imposta di registro

Il contratto va registrato entro 30 giorni dalla firma, o dall'inizio se viene prima, e tocca al proprietario: si fa con il modello RLI dell'Agenzia delle Entrate, lo stesso che serve per comunicare rinnovi e fine anticipata. Entro i 60 giorni successivi va data la prova della registrazione all'inquilino e all'amministratore di condominio (articolo 13 della legge 431/1998). Se il contratto non viene registrato in tempo, l'inquilino può chiedere al giudice di ricondurlo alle condizioni di legge, e il canone lo fissa il giudice. Non serve registrare i contratti che, con lo stesso inquilino, non superano 30 giorni in tutto nell'anno.

In IRPEF alla registrazione si pagano l'imposta di registro e il bollo sul contratto (16 € ogni 4 facciate o 100 righe, per ogni copia). Se paghi anno per anno, l'imposta degli anni successivi si versa entro 30 giorni dall'anniversario: per un contratto partito il 1° maggio 2026, il 31 maggio 2027, 2028 e 2029 (esempio dell'Agenzia delle Entrate), con il codice tributo 1501. Se il trentesimo giorno cade di sabato, di domenica o in un festivo, la scadenza passa al primo giorno lavorativo dopo: la registrazione di quel contratto, per esempio, va fatta entro lunedì 1° giugno 2026, perché il 31 maggio è domenica. Gli importi di registrazione, annualità, proroga e fine anticipata li dà il calcolo dell'imposta di registro.

Il rinnovo, anche automatico, va comunicato all'Agenzia con il modello RLI entro 30 giorni (codice tributo 1504 in IRPEF).

Cedolare secca: niente imposta di registro né bollo, ma il rinnovo va comunicato confermando la cedolare. Prima di scegliere la cedolare devi mandare all'inquilino una raccomandata in cui rinunci a ogni aumento del canone, ISTAT compreso, per tutta la durata della cedolare: senza, la cedolare non vale. La raccomandata consegnata a mano non basta; con più inquilini va mandata a ciascuno; non serve se la rinuncia è già scritta nel contratto. Quando confermi la cedolare al rinnovo, la rinuncia deve valere anche per il rinnovo. Entro 30 giorni da ogni anniversario puoi passare alla cedolare o tornare all'IRPEF per l'anno che inizia (tornando all'IRPEF paghi l'imposta di registro di quell'anno).

Se non comunichi il rinnovo in cedolare ma continui a versarla e a dichiararla, la cedolare non si perde. La vecchia sanzione fissa di 100 € (50 € con un ritardo fino a 30 giorni) è stata abolita nel 2019, anche se molti siti la riportano ancora.

Fine anticipata: la disdetta si manda all'altra parte, non all'Agenzia. Se però il contratto finisce prima della scadenza (perché l'inquilino se ne va o perché vi accordate), entro 30 giorni va comunicato all'Agenzia con il modello RLI: in IRPEF si pagano 67 € (codice tributo 1503), con la cedolare l'imposta non si paga ma la comunicazione è dovuta.

Cosa cambia dal 2027

Le regole su durata, disdetta e rinnovo restano le stesse. Dal 1° gennaio 2027 cambiano solo i numeri degli articoli delle leggi fiscali sull'imposta di registro e sulla cedolare secca, che passano nei nuovi testi unici: termini e date non cambiano.

Riferimenti dal 2027: articolo 21 del testo unico dell'imposta di registro (D.Lgs. 123/2025); articoli 203 e 206 del nuovo testo unico delle imposte sui redditi (TUIR, D.Lgs. 117/2026).

Cosa non calcola questo strumento

  • Vale sempre la data scritta nel contratto: se è diversa, usa «Data di scadenza».
  • La disdetta alla prima scadenza ha conseguenze pesanti: fatti assistere da un avvocato.
  • Segnala sabati, domeniche e festivi nazionali, ma non il patrono della tua città né gli orari degli uffici postali.
  • La fine del preavviso dell'inquilino («Lettera ricevuta») è indicativa: se l'inquilino può andarsene, e con quale preavviso, dipende dai motivi e da cosa dice il contratto.
  • Il calcolatore non verifica se il contratto è valido come transitorio, concordato o per studenti (esigenza transitoria, valori dell'accordo territoriale, iscrizione dell'inquilino all'università).
  • Usa le regole del modello ministeriale del DM 16 gennaio 2017.
  • Non copre negozi e uffici, affitti brevi, comodato e contratti iniziati prima del 30 dicembre 1998.

Domande frequenti

Entro quando va mandata la disdetta del contratto 4+4?

Dipende dalla scadenza. Alla prima, dopo 4 anni, il proprietario può disdire solo per uno dei motivi elencati dall'articolo 3 della legge 431/1998, con almeno 6 mesi di preavviso. Alla seconda, dopo 8 anni, proprietario e inquilino possono mandare una raccomandata almeno 6 mesi prima per non rinnovare o proporre nuove condizioni. Per stare tranquillo, fai in modo che la lettera arrivi entro quella data. Nel 3+2 le scadenze sono dopo 3 anni e dopo altri 2, e poi ogni 2 anni.

Come si contano i 6 mesi di preavviso?

A mesi di calendario, all'indietro dall'ultimo giorno del contratto. Se il contratto scade il 30 settembre 2027, la lettera deve arrivare entro il 30 marzo 2027. Se quel giorno nel mese non esiste, si prende l'ultimo giorno del mese: con scadenza al 31 agosto 2028 il termine è il 29 febbraio 2028. È la regola del codice civile per i termini a mesi (articolo 2963). Se il termine cade di sabato o di domenica, fai arrivare la lettera entro il venerdì prima.

Conta la data di spedizione o quella di arrivo della raccomandata?

Conviene ragionare sulla data di arrivo. La legge 431/1998 parla di raccomandata da inviare almeno sei mesi prima, ma una comunicazione diretta a una persona produce effetto quando arriva al suo indirizzo (articolo 1335 del codice civile). Per non correre rischi fai in modo che arrivi entro la data indicata: per questo il calcolatore suggerisce di spedirla almeno 30 giorni prima, con ricevuta di ritorno.

Il proprietario può disdire il contratto alla prima scadenza?

Solo per uno dei motivi elencati dall'articolo 3 della legge 431/1998: per esempio usare la casa per sé, per il coniuge, i genitori, i figli o i parenti fino al secondo grado; venderla se non si hanno altre abitazioni oltre alla propria; ristrutturare l'intero stabile; oppure se l'inquilino ha un'altra casa libera e adatta nello stesso comune. L'elenco completo è nella guida. Il motivo va scritto nella lettera, altrimenti la disdetta non vale, e il preavviso è di almeno 6 mesi. Se poi il proprietario non usa la casa per quel motivo entro 12 mesi, l'inquilino può chiedere di tornare nel contratto o un risarcimento di almeno 36 mensilità. Prima di spedirla, fatti consigliare da un avvocato.

Cosa succede se nessuno manda la disdetta?

Nel 4+4 alla prima scadenza il contratto si rinnova per altri 4 anni; alla seconda si rinnova da solo alle stesse condizioni, e la legge non dice per quanti anni. Nel 3+2 alla prima scadenza si allunga di 2 anni e poi si rinnova da solo di 2 anni in 2 anni, a ogni scadenza. Il transitorio invece finisce alla data prevista senza bisogno di disdetta. Il contratto per studenti si rinnova per un periodo uguale, a meno che l'inquilino non lo disdica tra 3 mesi e 1 mese prima della scadenza.

Cosa succede se la disdetta arriva in ritardo?

Per quella scadenza è come se nessuno avesse scritto: il contratto si rinnova da solo. Nel 4+4 per altri 4 anni alla prima scadenza e alle stesse condizioni alla seconda; nel 3+2 si allunga di 2 anni alla prima scadenza e poi si rinnova di 2 anni in 2 anni. Per la scadenza successiva conviene rimandare la lettera con le date giuste. Per questo il calcolatore ti dice quanti giorni mancano e ti avvisa quando entri negli ultimi 30.

E se il destinatario non ritira la raccomandata?

Per il codice civile una comunicazione vale da quando arriva all'indirizzo di chi la deve ricevere, a meno che lui provi di non averne potuto avere notizia senza sua colpa (articolo 1335). La legge quindi guarda all'arrivo all'indirizzo, non al ritiro. Stabilire però il giorno esatto in cui una raccomandata non ritirata si considera arrivata non è semplice: è uno dei motivi per cui conviene spedirla almeno 30 giorni prima del termine e conservare la ricevuta.

Il proprietario può disdire il contratto per vendere la casa?

Solo alla prima scadenza, e solo se oltre alla casa in cui vive non possiede altre abitazioni: è uno dei motivi dell'articolo 3 della legge 431/1998 (lettera g). Il motivo va scritto nella lettera, che deve arrivare almeno 6 mesi prima, e l'inquilino ha diritto di prelazione: può comprare la casa alle stesse condizioni. Dalla seconda scadenza in poi non serve un motivo: basta la raccomandata almeno 6 mesi prima.

Alla scadenza posso cambiare il canone?

Alla seconda scadenza del 4+4 sì. Con una raccomandata mandata almeno 6 mesi prima puoi proporre di rinnovare a nuove condizioni, canone compreso. L'inquilino ha 60 giorni da quando la riceve per rispondere, sempre con raccomandata: se non risponde o non vi accordate, il contratto finisce alla scadenza. Se invece nessuno scrive, il contratto si rinnova alle stesse condizioni (articolo 2 della legge 431/1998). Anche nel 3+2, alla fine dei 2 anni in più, ciascuno può proporre nuove condizioni con una raccomandata almeno 6 mesi prima.

L'inquilino mi ha scritto che se ne va: quando finisce il preavviso?

Se ha gravi motivi, la legge gli permette di lasciare la casa in qualsiasi momento con 6 mesi di preavviso; nel contratto per studenti il modello ministeriale ne prevede 3. Se il contratto gli permette di andarsene anche senza gravi motivi, vale il preavviso scritto lì. I mesi si contano sul calendario dal giorno in cui la lettera ti arriva: arrivata il 15 marzo, i 6 mesi finiscono il 15 settembre. Scegli «Lettera ricevuta» nel calcolatore per avere la data, che resta indicativa: controlla cosa dice il contratto. Quando il contratto finisce prima della scadenza, entro 30 giorni va comunicato all'Agenzia delle Entrate con il modello RLI.

Si può dare la disdetta con 3 mesi di preavviso?

Dipende dal contratto. Nei 4+4 e nei 3+2 il preavviso fissato dalla legge è di 6 mesi, sia per la disdetta alla scadenza sia quando l'inquilino se ne va prima per gravi motivi. I 3 mesi valgono nel contratto per studenti: l'inquilino può andarsene per gravi motivi con almeno 3 mesi di preavviso, e alla scadenza può disdire tra 3 mesi e 1 mese prima. Nel transitorio vale il preavviso scritto nel contratto. Negli altri casi controlla cosa dice il tuo contratto se l'inquilino vuole andarsene prima.

La disdetta va comunicata all'Agenzia delle Entrate?

No: la disdetta si manda all'altra parte, con raccomandata. All'Agenzia va comunicata invece la fine anticipata del contratto, per esempio quando l'inquilino se ne va prima per gravi motivi o quando vi accordate: entro 30 giorni, con il modello RLI. In regime IRPEF si pagano 67 € di imposta di registro (codice tributo 1503); se tutti i proprietari hanno la cedolare secca l'imposta non si paga, ma la comunicazione resta obbligatoria.

Posso mandare la disdetta via PEC, email o WhatsApp?

La legge 431/1998 parla di lettera raccomandata. Un'email o un messaggio non danno una prova sicura della data di arrivo: se l'altra parte contesta, rischi che la disdetta non valga. Se vuoi usare la PEC, chiedi prima a un legale se nel tuo caso vale come la raccomandata. La scelta più sicura resta la raccomandata con ricevuta di ritorno.

Con la cedolare secca devo comunicare qualcosa all'Agenzia delle Entrate quando il contratto si rinnova?

Sì. Con la cedolare non si paga l'imposta di registro, ma il rinnovo, anche automatico, va comunicato con il modello RLI entro 30 giorni, confermando la cedolare. La rinuncia agli aumenti del canone deve valere anche per il rinnovo: se la raccomandata che hai mandato all'inquilino (o il contratto) non lo diceva, mandane una nuova prima. Se dimentichi la comunicazione ma continui a versare e dichiarare la cedolare, la cedolare non si perde.

Quando si paga l'imposta di registro degli anni successivi?

Se paghi anno per anno, entro 30 giorni dall'anniversario dell'inizio. L'esempio dell'Agenzia delle Entrate: per un contratto partito il 1° maggio 2026 le scadenze sono il 31 maggio 2027, 2028 e 2029, con il codice tributo 1501. Se il trentesimo giorno cade di sabato, di domenica o in un festivo, la scadenza passa al primo giorno lavorativo dopo. Entro la stessa data puoi passare alla cedolare secca per l'anno che inizia, dopo aver mandato all'inquilino la raccomandata di rinuncia agli aumenti; chi è già in cedolare può tornare all'IRPEF, pagando l'imposta di quell'anno. Con la cedolare l'imposta non si paga.

Fonti ufficiali

Strumento informativo. Il risultato è una stima calcolata con le regole indicate nelle fonti e con i dati che inserisci. Non sostituisce il parere di un commercialista, di un avvocato o di un CAF, che possono valutare il tuo caso specifico.