La disdetta del contratto di affitto, spiegata bene
La disdetta dell'affitto si manda con raccomandata almeno sei mesi prima. L'inquilino può farlo in ogni momento per gravi motivi; il proprietario solo alla scadenza e, la prima volta, solo per i motivi di legge. Qui trovi tempi, forma, cosa scrivere, un esempio con le date e cosa succede dopo.
Aggiornato Regole verificate sulle fonti ufficiali in fondo alla pagina
Chi può disdire e quando
| Chi | Quando | Preavviso e condizioni |
|---|---|---|
| Inquilino | in qualsiasi momento | 6 mesi, per gravi motivi (art. 3, comma 6, L. 431/1998); se il contratto prevede il recesso libero, vale il preavviso scritto nel contratto |
| Inquilino | alla seconda scadenza del 4+4 o alla fine dei 2 anni in più del 3+2 | 6 mesi, senza bisogno di motivi |
| Proprietario | alla prima scadenza (4 anni nel 4+4, 3 anni nel 3+2) | 6 mesi, solo per uno dei motivi dell'articolo 3 della legge 431/1998, scritto nella lettera |
| Proprietario | alla seconda scadenza del 4+4 (8 anni) o alla fine dei 2 anni in più del 3+2 (5 anni), e poi a ogni rinnovo | 6 mesi, senza bisogno di motivi; può anche proporre nuove condizioni |
Nel 4+4, alla seconda scadenza, chi riceve la raccomandata ha 60 giorni per rispondere; senza risposta o senza accordo il contratto finisce alla scadenza, e se nessuno scrive si rinnova da solo alle stesse condizioni. Nel 3+2 la regola dei 60 giorni non c'è: senza lettera il contratto si rinnova di 2 anni in 2 anni. Il transitorio finisce da solo alla data scritta, senza disdetta; nel contratto per studenti l'inquilino può disdire con una lettera che arrivi tra 3 mesi e 1 mese prima della scadenza, e per gravi motivi con 3 mesi di preavviso.
La disdetta del proprietario alla prima scadenza: solo per i motivi di legge
Alla prima scadenza il proprietario può negare il rinnovo solo per uno di questi motivi (art. 3, comma 1, L. 431/1998), da scrivere nella lettera a pena di nullità:
- usare la casa come abitazione o per un'attività commerciale, artigianale o professionale sua, del coniuge, dei genitori, dei figli o dei parenti fino al secondo grado;
- la casa è di un ente o di una società con finalità pubbliche, sociali, mutualistiche, cooperative, assistenziali, culturali o di culto, che vuole usarla per quelle attività e offre all'inquilino un'altra casa adatta;
- l'inquilino ha già a disposizione un'altra casa libera e adatta nello stesso comune;
- l'edificio è gravemente danneggiato e va ricostruito o messo in sicurezza, e la presenza dell'inquilino impedisce i lavori;
- lo stabile va ristrutturato integralmente, demolito o trasformato, oppure (ultimo piano) sopraelevato, e i lavori richiedono di liberare la casa; per questo motivo e per il precedente serve il permesso edilizio;
- l'inquilino non abita stabilmente la casa senza un giustificato motivo;
- il proprietario vuole venderla e non possiede altre abitazioni oltre a quella in cui vive: l'inquilino ha il diritto di prelazione, cioè può comprarla alle stesse condizioni.
Costa caro sbagliare. Se il proprietario riottiene la casa con una disdetta illegittima, o se entro 12 mesi non la usa per il motivo dichiarato, l'inquilino può chiedere di tornare nel contratto o un risarcimento di almeno 36 mensilità del canone (art. 3, commi 3 e 5). Prima di spedire una disdetta alla prima scadenza, parlane con un avvocato.
L'inquilino: gravi motivi e recesso previsto dal contratto
L'inquilino può lasciare la casa in qualsiasi momento se ha gravi motivi, con sei mesi di preavviso (art. 3, comma 6, L. 431/1998). La legge non li elenca: in generale sono fatti seri, arrivati dopo la firma e non prevedibili, come un trasferimento per lavoro. Se il proprietario li contesta, decide il giudice. Durante i sei mesi il canone è dovuto, anche se l'inquilino lascia la casa prima.
Molti contratti prevedono anche il recesso libero: l'inquilino può andarsene senza gravi motivi, con il preavviso scritto nel contratto. Se la clausola c'è, vale quella. Resta sempre possibile chiudere il contratto d'accordo tra le parti, in qualsiasi momento, mettendolo per iscritto. Nel contratto per studenti il preavviso per gravi motivi è di 3 mesi; nel transitorio vale quello scritto nel contratto.
Come si contano i sei mesi e come si manda la lettera
- I sei mesi si contano sul calendario, all'indietro dall'ultimo giorno del contratto. Se il contratto scade il 30 settembre 2027, la lettera deve arrivare entro il 30 marzo 2027. Se quel giorno nel mese non esiste, si prende l'ultimo giorno del mese: con scadenza al 31 agosto 2028 il termine è il 29 febbraio 2028 (art. 2963 del codice civile).
- Conta l'arrivo, non la spedizione: una comunicazione produce effetto quando arriva all'indirizzo di chi la riceve (art. 1335 del codice civile). La legge 431/1998 parla di raccomandata «da inviare» almeno sei mesi prima: per non correre rischi fai in modo che arrivi entro il termine, spedendola almeno 30 giorni prima.
- Come: raccomandata con ricevuta di ritorno, che prova la data di arrivo. Email e messaggi non danno una prova sicura. La PEC è usata sempre più spesso, ma la legge parla di raccomandata: se vuoi usarla, chiedi prima a un legale se nel tuo caso vale, e tieni comunque la ricevuta di consegna.
- Sabato e domenica: le date non si spostano. Se il termine cade nel fine settimana, fai arrivare la lettera entro il venerdì prima. Attento anche ai festivi.
Per sapere entro quale giorno deve arrivare la disdetta del tuo contratto usa il calcolatore delle scadenze: dà il termine di arrivo, la data consigliata di spedizione e un file da mettere in calendario.
Cosa scrivere nella lettera
Non serve un modulo: serve una lettera chiara, datata e firmata, con tutto quello che permette di capire di quale contratto si parla e cosa stai facendo.
- Chi scrive e a chi: nome, cognome e indirizzo di chi manda e di chi riceve, come nel contratto.
- Quale contratto: indirizzo dell'immobile, data di firma e di inizio, estremi della registrazione.
- Cosa stai facendo: «non intendo rinnovare il contratto alla scadenza del …», oppure «recedo dal contratto con preavviso di sei mesi dal ricevimento della presente».
- Il motivo, quando serve: obbligatorio per il proprietario alla prima scadenza (uno dei motivi dell'articolo 3, scritto per esteso); i gravi motivi per l'inquilino che recede.
- La data in cui finisce il contratto e, se già possibile, una proposta per la riconsegna delle chiavi e il sopralluogo.
- Data e firma. Se i proprietari o gli inquilini sono più di uno, è prudente che firmino tutti e che la lettera sia mandata a ciascuno.
Per la prima scadenza, fatti aiutare. La disdetta del proprietario alla prima scadenza ha conseguenze pesanti (36 mensilità): meglio farla scrivere o rileggere da un avvocato o da un'associazione di proprietari. Per la disdetta alla seconda scadenza e per il recesso dell'inquilino bastano gli elementi qui sopra.
Esempio: le date di un 4+4 dal 1° settembre 2024
Disdetta alla scadenza
- Contratto 4+4 iniziato il 1° settembre 2024: prima scadenza 31 agosto 2028, seconda scadenza 31 agosto 2032.
- Prima scadenza: 31 agosto 2028 meno 6 mesi fa «31 febbraio», che non esiste: la disdetta del proprietario (solo per i motivi di legge) deve arrivare entro il 29 febbraio 2028, anno bisestile. Consigliato spedirla entro venerdì 28 gennaio 2028 (30 giorni prima sarebbe domenica 30 gennaio).
- Seconda scadenza: la lettera di proprietario o inquilino deve arrivare entro il 29 febbraio 2032, che è una domenica: meglio entro venerdì 27 febbraio 2032. Consigliato spedirla entro venerdì 30 gennaio 2032.
- Se nessuno scrive, alla prima scadenza il contratto si rinnova per 4 anni; alla seconda si rinnova da solo alle stesse condizioni.
Recesso dell'inquilino per gravi motivi
- L'inquilino viene trasferito per lavoro e manda la raccomandata, che arriva il 10 marzo 2027.
- I sei mesi si contano dall'arrivo: il preavviso copre fino a settembre 2027, e il canone è dovuto fino ad allora anche se lascia la casa prima.
- La fine anticipata va comunicata all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla data in cui il contratto finisce.
Cosa succede dopo: riconsegna, deposito, Agenzia delle Entrate
- Riconsegna. All'ultimo giorno si fa un sopralluogo insieme e si firma un verbale di riconsegna con lo stato della casa, le letture dei contatori e la consegna delle chiavi; qualche foto aiuta. Si distingue la normale usura, che non si addebita, dai danni.
- Deposito cauzionale. Va restituito con gli interessi legali maturati anno per anno (art. 11 L. 392/1978; nel 2026 il tasso è l'1,6%), trattenendo solo somme dovute e documentate, come danni o canoni non pagati. Il calcolatore degli interessi sul deposito fa il conto con i tassi di ogni anno.
- Agenzia delle Entrate. La disdetta non si manda all'Agenzia ma all'altra parte. Se però il contratto finisce prima della scadenza (recesso o accordo), entro 30 giorni va comunicata la fine anticipata con il modello RLI: 67 € di imposta di registro in regime IRPEF (codice tributo 1503); con la cedolare secca l'imposta non si paga, ma la comunicazione resta dovuta. Importo e termine sono nel calcolo dell'imposta di registro, alla voce «Risoluzione o cessione».
- Utenze e residenza. L'inquilino chiude o volta le utenze e sposta la residenza; il proprietario controlla che non restino contratti a suo nome.
Domande frequenti
Quanto preavviso serve per disdire l'affitto?
Nei contratti 4+4 e 3+2 sei mesi, sia per la disdetta alla scadenza sia per il recesso dell'inquilino per gravi motivi. Nel contratto per studenti l'inquilino può andarsene per gravi motivi con 3 mesi di preavviso e alla scadenza può disdire tra 3 mesi e 1 mese prima. Nel transitorio vale il preavviso scritto nel contratto, e alla scadenza non serve disdetta.
L'inquilino può andarsene prima senza gravi motivi?
Dipende dal contratto. Se c'è una clausola di recesso libero, sì, con il preavviso scritto nel contratto. Altrimenti servono i gravi motivi e sei mesi di preavviso, oppure un accordo con il proprietario per chiudere il contratto, messo per iscritto. In tutti i casi la fine anticipata va comunicata all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni.
Posso mandare la disdetta via PEC, email o WhatsApp?
La legge 431/1998 parla di lettera raccomandata. Un'email o un messaggio non danno una prova sicura della data di arrivo: se l'altra parte contesta, rischi che la disdetta non valga. Se vuoi usare la PEC, chiedi prima a un legale se nel tuo caso vale come la raccomandata. La scelta più sicura resta la raccomandata con ricevuta di ritorno, spedita almeno 30 giorni prima del termine.
Cosa succede se la disdetta arriva in ritardo?
Alla prima scadenza il contratto si rinnova da solo: per 4 anni nel 4+4, per 2 anni nel 3+2. Alla seconda scadenza del 4+4 si rinnova alle stesse condizioni; nel 3+2 si rinnova di 2 anni in 2 anni. Per la scadenza successiva conviene rimandare la lettera con le date giuste. Il recesso dell'inquilino per gravi motivi non ha scadenze: i sei mesi partono da quando la lettera arriva.
Il proprietario disdice per andarci a vivere e poi non lo fa: cosa rischia?
Se entro 12 mesi dalla riconsegna non usa la casa per il motivo scritto nella disdetta, l'inquilino può chiedere di tornare nel contratto alle stesse condizioni oppure un risarcimento di almeno 36 mensilità del canone (art. 3, comma 5, della legge 431/1998). Lo stesso risarcimento spetta se la disdetta era illegittima fin dall'inizio.
La disdetta va comunicata all'Agenzia delle Entrate?
No: la disdetta si manda all'altra parte, con raccomandata. All'Agenzia va comunicata la fine anticipata del contratto, per esempio quando l'inquilino se ne va prima per gravi motivi o quando vi accordate: entro 30 giorni, con il modello RLI. In regime IRPEF si pagano 67 € di imposta di registro (codice tributo 1503); se tutti i proprietari hanno la cedolare secca l'imposta non si paga, ma la comunicazione resta obbligatoria.
Fonti ufficiali
- Legge 9 dicembre 1998, n. 431 — artt. 2 (durata e rinnovo) e 3 (disdetta del proprietario e recesso dell'inquilino), su Normattiva
- Codice civile — art. 1335 (da quando una comunicazione vale come ricevuta), su Normattiva
- Codice civile — art. 2963 (come si contano i termini a mesi), su Normattiva
- Legge 27 luglio 1978, n. 392 — art. 11 (deposito cauzionale e interessi), su Normattiva
- Agenzia delle Entrate — Risoluzione anticipata del contratto di locazione (comunicazione entro 30 giorni, imposta di 67 €)
Strumento informativo. Questa guida spiega le regole generali con le fonti indicate. Non sostituisce il parere di un commercialista, di un avvocato o di un CAF, che possono valutare il tuo caso specifico.
Strumenti e guide collegati
- StrumentoScadenza e disdetta del contrattoPrima e seconda scadenza, entro quando deve arrivare la disdetta, rinnovi, registrazione e imposta di registro, con file calendario.Leggi
- StrumentoInteressi sul deposito cauzionaleQuanto restituire all'inquilino oltre al deposito: interessi legali anno per anno, con i tassi ufficiali.Leggi
- StrumentoImposta di registroQuanto costa registrare il contratto e quanto si paga ogni anno, con scadenze, bollo e codici per l'F24.Leggi
- GuidaContratto 4+4Durata, rinnovo tacito, disdetta, canone e tasse del contratto a canone libero, con le fonti.Leggi