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Calcolo cedolare secca 2026: conviene rispetto all'IRPEF?

Aggiornato Il calcolo avviene nel tuo browser: nessun dato viene inviato

Il canone che scrivi è
€

Il canone del contratto, senza le spese condominiali indicate a parte. In comproprietà, solo la tua parte.

€

Stipendio, pensione e altri redditi tassati con l'IRPEF, senza questo affitto. Se non ne hai, scrivi 0.

Dove lo trovo

Non contare la casa in cui abiti. Se parti dal 730, prendi il reddito imponibile e togli il reddito di questo affitto, se l'hai dichiarato con l'IRPEF.

%

La somma delle due aliquote. 2,5% è un valore indicativo.

Dove lo trovo

Le tue aliquote sono nella dichiarazione dei redditi o sui siti della tua Regione e del tuo Comune. Di solito la regionale va dall'1,23% al 3,33% e la comunale arriva allo 0,8%, ma alcune Regioni e alcuni Comuni (per esempio Roma) hanno valori diversi. Se ci sono più aliquote, usa quella della tua fascia di reddito.

Caso particolareVenezia e isole, immobili storici

Venezia centro e isole: IRPEF sul 75% del canone. Immobili storici vincolati: sul 65%. La cedolare non cambia.

Quando vale

Venezia vale per il centro storico e per le isole della Giudecca, di Murano e di Burano. Per gli immobili storici serve il vincolo di interesse storico o artistico (Codice dei beni culturali). Cambia solo l'IRPEF: cedolare e imposta di registro restano uguali. Se il contratto è anche a canone concordato in un comune ad alta tensione abitativa, le due riduzioni si sommano (IRPEF sul 52,5% o sul 45,5% del canone).

Aggiornamento ISTAT (per stimare a cosa rinunci)

Il contratto prevede l'aggiornamento ISTAT?
%

Parte dall'ultima variazione ISTAT pubblicata (agosto 2026: +3,4%). È un'ipotesi, non una previsione.

Il confronto per il 2026

Con i tuoi dati, nel 2026 la cedolare secca costa meno

€ 1.317,60 in meno all'anno

Senza contare le detrazioni: il risparmio vero può essere più basso.

Imposte sull'affitto in un anno: con l'IRPEF € 3.333,60, con la cedolare € 2.016,00.

Imposte sull'affitto nel 2026: con l'IRPEF e con la cedolare secca
VoceCon l'IRPEFCon la cedolare
Canone annuo€ 9.600,00€ 9.600,00
Reddito tassato€ 9.120,00 (95%)€ 9.600,00 (100%)
Imposta€ 3.009,60 (aliquota 33%)€ 2.016,00 (21%)
Addizionali regionale e comunale€ 228,00 (2,5%)comprese
Imposta di registro, la tua metà€ 96,00non dovuta
Totale imposte€ 3.333,60€ 2.016,00
Ti resta dopo queste imposte€ 6.266,40 al mese € 522,20 imposte 34,7%€ 7.584,00 al mese € 632,00 imposte 21%

Sono le imposte che l'affitto aggiunge, senza contare le detrazioni. «Ti resta» non toglie l'IMU, che si paga con tutte e due le scelte.

Quando il conto cambia: detrazioni, stipendio o pensione
Se hai stipendio o pensione, l'affitto riduce le tue detrazioni per lavoro o pensione con tutte e due le scelte, e con la cedolare un po' di più: per queste detrazioni la cedolare conta il canone intero, l'IRPEF solo il 95% (il 66,5% nel concordato). Per questo il risparmio vero è di solito più basso di quello mostrato: di poco con il canone libero, anche della metà con il canone concordato. Se il risparmio mostrato è piccolo, fatti fare il conto dal CAF.

Quando si paga la cedolare

Primo acconto, entro il 30 giugnoil 40% della cedolare dell'anno prima, all'euro
€ 806
Secondo acconto, entro il 30 novembreil resto della cedolare, all'euro
€ 1.210
Saldo, entro il 30 giugno dell'anno dopola differenza fra la cedolare dell'anno e gli acconti: zero se il canone non cambia
€ 0

Importi all'euro, come nel rigo della dichiarazione. Vale dal secondo anno, se il canone resta questo. Nel primo anno di cedolare l'acconto non si paga: versi tutto a saldo, entro il 30 giugno dell'anno dopo. Il 30 giugno può slittare al 30 luglio pagando lo 0,40% in più; chi ha un'attività con gli ISA o è in regime forfettario paga due rate uguali. Modello F24, codici 1840, 1841 e 1842.

Con la cedolare rinunci all'aggiornamento ISTAT

Canone che non incassi nei prossimi 4 anniclausola al 75%, prezzi +3,4% l'anno → canone +2,55% l'anno
€ 1.493,88
Tasse in meno con la cedolare in 4 anni
€ 5.789,21

Anche contando l'ISTAT, in 4 anni con la cedolare ti restano € 4.295,33 in più.

Ipotesi: contratto che parte quest'anno, prezzi che crescono del 3,4% ogni anno, imposta di registro sempre al 2% (senza il minimo del primo anno) e, dal 2027, le regole fiscali di oggi. Non è una previsione.

Come l'abbiamo calcolato
  • Canone annuo: € 800,00 × 12 = € 9.600,00
  • IRPEF: si tassa il 95% del canone (€ 9.120,00). Con € 30.000,00 di altri redditi l'affitto cade nello scaglione del 33%: € 9.120,00 × 33% = € 3.009,60
  • Addizionali: € 9.120,00 × 2,5% = € 228,00
  • Imposta di registro: 2% di € 9.600,00 = € 192,00; metà a carico dei proprietari: € 96,00
  • Cedolare: € 9.600,00 × 21% = € 2.016,00
  • Detrazioni: non contate (vedi «Quando il conto cambia»).
  • Regole verificate l'11/09/2026 su Normattiva, Gazzetta Ufficiale e Agenzia delle Entrate.
L'IMU si paga con tutte e due le scelte e non cambia il confronto (per il canone concordato è ridotta del 25%). Con la cedolare, alla registrazione risparmi anche il bollo sul contratto (16 € ogni 4 facciate, per ogni copia).

Stima per un anno intero di affitto, senza detrazioni: non sostituisce il CAF o il commercialista. I dati restano nel tuo browser.

Scrivi canone e redditi: vedi subito quale scelta costa meno, quanto ti resta in tasca e quando si paga la cedolare.

Con le regole del 2026 la cedolare secca costa quasi sempre meno dell'IRPEF: paghi il 21% del canone (il 10% per il canone concordato nei comuni ad alta tensione abitativa), mentre con l'IRPEF paghi almeno il 23% sul 95% del canone (sul 66,5% in quel caso), più addizionali e metà dell'imposta di registro. L'IRPEF può convenire con redditi bassi, con detrazioni che non riesci a usare, con forti aumenti ISTAT, a Venezia centro e isole e per gli immobili storici vincolati.

Come si confrontano cedolare secca e IRPEF

Con l'IRPEF:

  • si tassa il 95% del canone annuo (il 66,5% per concordato e studenti nei comuni ad alta tensione abitativa);
  • quel reddito si somma agli altri tuoi redditi e paga l'aliquota dello scaglione in cui cade: 23% fino a 28.000 €, 33% fino a 50.000 €, 43% oltre;
  • si aggiungono le addizionali regionale e comunale e metà dell'imposta di registro (il 2% del canone ogni anno, arrotondato all'euro e diviso con l'inquilino).

Con la cedolare secca paghi il 21% (o il 10%) del canone annuo intero, e basta.

IRPEF sull'affitto = IRPEF(altri redditi + 95% del canone) − IRPEF(altri redditi)

cedolare = canone annuo × 21%

Il calcolatore confronta le imposte che l'affitto aggiunge alla tua dichiarazione: per questo chiede gli altri redditi, che decidono lo scaglione. Non conta le detrazioni: vedi più sotto quando cambiano il risultato.

Esempio svolto: 800 € al mese con 30.000 € di altri redditi

Sono i valori con cui si apre il calcolatore: contratto a canone libero (4+4), addizionali al 2,5%, anno 2026.

VoceCalcoloImporto
Canone annuo€ 800,00 × 12€ 9.600,00
IRPEF sull'affitto€ 9.120,00 × 33% (il 95% del canone)€ 3.009,60
Addizionali regionale e comunale€ 9.120,00 × 2,5%€ 228,00
Imposta di registro, la tua metà2% di € 9.600,00 = € 192,00, diviso con l'inquilino€ 96,00
Totale con l'IRPEF€ 3.333,60
Cedolare secca€ 9.600,00 × 21%€ 2.016,00
Differenza a favore della cedolare€ 1.317,60

Con gli scaglioni del 2025 (secondo scaglione al 35%) l'IRPEF sarebbe stata di € 3.192,00: chi usa ancora il 35% nel 2026 sovrastima l'IRPEF di € 182,40 su questo esempio.

Se hai stipendio o pensione, il risparmio vero è un po' più basso: vedi la sezione successiva.

Quando può convenire l'IRPEF

  • Redditi bassi da lavoro o pensione. La detrazione che ti spetta per lavoro o pensione può superare l'IRPEF sui tuoi altri redditi. Con la cedolare la parte che avanza si perde; con l'IRPEF assorbe anche l'imposta sull'affitto. Esempio: pensione di 5.000 € e affitto di 500 € al mese. Con la cedolare paghi € 1.260,00. Con l'IRPEF paghi IRPEF € 647,59 (la detrazione per pensione ne assorbe gran parte), addizionali € 267,50 e metà del registro € 60,00: in tutto € 975,09, cioè circa 285 € in meno. Per i lavoratori dipendenti il conto dipende anche dal trattamento integrativo (il bonus fino a 1.200 € l'anno in busta paga) e dagli altri aiuti sullo stipendio, e può andare in tutte e due le direzioni. Per questo, sotto i 15.000 € di altri redditi, il calcolatore non dà un verdetto.
  • Detrazioni che non riesci a usare (familiari a carico, spese mediche, lavori in casa): sulla cedolare non si possono usare, mentre con l'IRPEF riducono anche l'imposta sull'affitto.
  • Venezia centro, Giudecca, Murano e Burano, e immobili storici vincolati. Qui l'IRPEF si paga solo sul 75% o sul 65% del canone (articolo 37 del Testo unico delle imposte sui redditi), la cedolare sempre sul 100%. Con 20.000 € di altri redditi e 800 € al mese, con l'IRPEF paghi in tutto € 1.932,00 a Venezia e € 1.687,20 per un immobile storico (addizionali e registro compresi), contro € 2.016,00 di cedolare. L'IRPEF resta più conveniente fino a circa 21.600 € di altri redditi a Venezia e circa 25.000 € per gli immobili storici. Nel calcolatore li trovi sotto «Caso particolare».
  • Forti aumenti ISTAT. Con la cedolare rinunci all'aggiornamento del canone. Esempio: 800 € al mese, senza altri redditi, clausola al 100% e prezzi +8% l'anno: in 4 anni con l'IRPEF ti restano € 2.010,77 in più. Con questi dati il pareggio è tra +3,6% e +3,7% l'anno.

Nota sulle detrazioni per lavoro e pensione. Anche quando la cedolare conviene, il risparmio vero è di solito più basso di quello calcolato: quando si calcolano queste detrazioni la cedolare conta il canone intero, l'IRPEF solo il 95% (il 66,5% nel concordato; il 75% a Venezia centro e isole e il 65% per gli immobili storici, dove lo scarto pesa molto di più). Esempio: dipendente con 30.000 € e 800 € al mese. Con il canone libero il vantaggio della cedolare passa da € 1.317,60 a circa 1.216 €; con il canone concordato agevolato passa da € 1.373,32 a circa 692 €.

Canone concordato e studenti: quando si paga il 10%

Il 10% e gli sconti su IRPEF (reddito ridotto di un altro 30%) e imposta di registro (calcolata sul 70% del canone) valgono se l'abitazione è in un comune ad alta tensione abitativa:

  • tutti i capoluoghi di provincia;
  • Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia, con i comuni confinanti;
  • gli altri comuni dell'elenco CIPE (Gazzetta Ufficiale del 18 febbraio 2004).

Esempio: 800 € al mese, 30.000 € di altri redditi, addizionali al 2,5%, comune ad alta tensione: cedolare € 960,00 contro IRPEF € 2.333,32 (addizionali e registro compresi).

Se il contratto è stato firmato senza l'assistenza delle associazioni di proprietari e inquilini, per avere gli sconti serve l'attestazione di un'associazione che ha firmato l'accordo territoriale (l'accordo locale che fissa i canoni concordati).

Negli altri comuni il concordato non ha sconti su cedolare, IRPEF e registro: si tassa come un canone libero, salvo alcuni comuni colpiti da calamità, dove per il concordato spetta solo l'aliquota del 10% (vedi i casi particolari). Resta l'IMU ridotta del 25%, che vale in tutti i comuni.

A cosa rinunci con la cedolare: l'aggiornamento ISTAT

Finché paghi la cedolare, il canone non si può aggiornare, nemmeno con l'ISTAT, per tutta la durata della scelta. È una regola che non si può cambiare con un accordo.

Prima di scegliere la cedolare devi mandare all'inquilino una raccomandata in cui rinunci all'aggiornamento: senza, la scelta non ha effetto. Non vale se consegnata a mano, va mandata a ciascun inquilino e non serve se la rinuncia è già scritta nel contratto. Se l'immobile è in comproprietà, basta la scelta di uno solo dei proprietari perché nessuno possa chiedere l'aggiornamento.

Con la variazione di luglio 2026 (+2,8%) e la clausola al 75%, il canone di 800 € salirebbe a € 816,80, € 833,95 e € 851,46 nei tre anni successivi: in 4 anni sono € 1.226,52 di canone che non incassi. Con la cedolare però paghi € 5.696,05 di tasse in meno, quindi sull'esempio ti restano comunque € 4.469,53 in più.

Nel 3+2 l'aggiornamento non può superare il 75%; i contratti tipo per transitori e studenti non lo prevedono.

Acconto e saldo: quando si paga la cedolare

La cedolare si versa con le stesse scadenze dell'IRPEF. Nel primo anno non c'è acconto: paghi tutto a saldo, entro il 30 giugno dell'anno dopo. Dal secondo anno paghi in anticipo un acconto pari alla cedolare dell'anno prima:

  • nessun acconto se la cedolare dell'anno prima non supera 51,65 €;
  • una sola rata entro il 30 novembre se è inferiore a 257,52 €;
  • altrimenti due rate: il 40% entro il 30 giugno e il 60% entro il 30 novembre.

In dichiarazione però la cedolare è scritta in euro interi, e le soglie si guardano su quel numero: in pratica nessun acconto fino a 51 €, una rata da 52 a 257 €, due rate da 258 €. Chi ha un'attività con gli ISA o è in regime forfettario paga le due rate al 50% e al 50%, quindi per lui la rata è una sola fino a 206 € e le rate sono due da 207 €. Anche le rate sono in euro interi.

Sull'esempio da 800 € al mese la cedolare è di € 2.016 l'anno, all'euro: dal secondo anno versi € 806 entro il 30 giugno e € 1.210 entro il 30 novembre. Il calcolatore fa lo stesso conto con il tuo canone.

Per gli importi da scrivere sull'F24 (in euro interi), il saldo, le rate e il primo anno c'è il calcolo dell'acconto della cedolare secca.

Casi particolari

  1. Transitori. Si paga il 21% anche nei comuni ad alta tensione abitativa: la legge li esclude dagli sconti del canone concordato e l'Agenzia delle Entrate riconosce il 10% solo ai contratti a canone concordato e a quelli per studenti universitari. Se qualcuno ti indica il 10%, con quell'aliquota la cedolare costerebbe ancora meno: se già al 21% costa meno dell'IRPEF, la risposta non cambia.
  2. Comproprietà. Scrivi la tua parte di canone. Ogni proprietario sceglie per sé, ma se anche uno solo sceglie la cedolare nessuno può chiedere l'aggiornamento ISTAT, e se anche uno solo resta con l'IRPEF il bollo sul contratto si paga. Il minimo di 67 € del primo anno si guarda sul canone intero del contratto; se sei l'unico a restare con l'IRPEF, l'imposta si calcola sulla tua parte ma il minimo resta intero.
  3. Inquilino impresa o professionista. Per l'Agenzia delle Entrate niente cedolare, anche se nella casa abita un dipendente. La questione è discussa: chiedi a un professionista.
  4. Primo anno del contratto. L'imposta di registro non può essere inferiore a 67 € (la metà a carico dei proprietari: 33,50 €). Registro e bollo del tuo contratto li conta il calcolo dell'imposta di registro.
  5. Venezia centro e isole, immobili storici vincolati. L'IRPEF si paga sul 75% o sul 65% del canone. Se i tuoi altri redditi restano nel primo scaglione (fino a 28.000 €), l'IRPEF può convenire. Nel calcolatore scegli «Caso particolare»: se il contratto è anche a canone concordato in un comune ad alta tensione abitativa, la riduzione del 30% si aggiunge e l'IRPEF si paga sul 52,5% o sul 45,5% del canone.
  6. Comuni colpiti da calamità. Nei comuni con stato di emergenza deliberato nei cinque anni prima del 28 maggio 2014, e in quelli del sisma 2016 con una «zona rossa», la cedolare al 10% per i contratti a canone concordato può spettare anche fuori dall'elenco. Vale solo l'aliquota: niente IRPEF ridotta del 30% né registro al 70%. Il calcolatore non gestisce il caso: verifica con un professionista.
  7. Affitti brevi. Regole diverse (21% sul primo immobile, 26% sul secondo; dal 2026 al massimo 2 appartamenti), non coperte dal calcolatore.
  8. Negozi e uffici. La cedolare non si può scegliere, salvo i negozi (categoria C/1) con contratto firmato nel 2019.
  9. Contratto iniziato in corso d'anno. Il calcolo è per un anno intero: di solito la risposta su quale scelta costa meno non cambia.

Cosa cambia dal 2027

Per ora nei numeri niente: dal 1° gennaio 2027 cedolare e IRPEF passano nel nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026) e l'imposta di registro nel nuovo testo unico (D.Lgs. 123/2025), con gli stessi valori.

RegolaFino al 2026Dal 2027
Scaglioni IRPEFart. 11 TUIR (DPR 917/1986)art. 11 D.Lgs. 117/2026
Cedolare seccaart. 3 D.Lgs. 23/2011artt. 203-206 D.Lgs. 117/2026
Canone concordatoart. 8 L. 431/1998art. 39, commi 7-8, D.Lgs. 117/2026
Imposta di registroTariffa del DPR 131/1986Allegato 1 D.Lgs. 123/2025

La Legge di bilancio 2027 potrebbe cambiare gli scaglioni IRPEF: aggiorneremo la pagina quando sarà in Gazzetta Ufficiale.

Domande frequenti

Quanto si paga con la cedolare secca nel 2026?

Il 21% del canone annuo scritto nel contratto, senza riduzioni (le spese condominiali indicate a parte non si contano). Per i contratti a canone concordato e per quelli per studenti universitari, se l'abitazione è in un comune ad alta tensione abitativa, l'aliquota scende al 10%. La cedolare prende il posto dell'IRPEF, delle addizionali regionale e comunale e delle imposte di registro e di bollo sul contratto, anche quando il contratto viene prorogato o chiuso in anticipo. L'IMU invece resta dovuta.

Quando conviene l'IRPEF invece della cedolare?

Guardando solo alle imposte sull'affitto, quasi sempre costa meno la cedolare: con l'IRPEF paghi almeno il 23% sul 95% del canone, più le addizionali e metà dell'imposta di registro; nel concordato agevolato almeno il 23% sul 66,5% del canone più il registro, contro il 10%. L'IRPEF può convenire in quattro casi. Primo: se hai redditi bassi da lavoro o pensione, perché la detrazione che ti spetta può assorbire anche l'imposta sull'affitto, mentre con la cedolare la parte che avanza si perde. Secondo: se hai altre detrazioni, come familiari a carico, spese mediche o lavori in casa, che le tasse sui tuoi altri redditi non bastano ad assorbire. Terzo: se la casa è a Venezia centro, Giudecca, Murano o Burano, o è un immobile storico vincolato, dove l'IRPEF si paga solo sul 75% o sul 65% del canone. Quarto: se il contratto prevede l'aggiornamento ISTAT e i prezzi salgono molto, perché con la cedolare ci rinunci. Nel dubbio fatti fare il conto dal CAF.

Con la cedolare secca posso chiedere l'aumento ISTAT?

No. Finché dura la cedolare non puoi chiedere nessun aggiornamento del canone, nemmeno quello ISTAT, anche se il contratto lo prevede. Prima di sceglierla devi mandare all'inquilino una raccomandata in cui rinunci all'aggiornamento: senza questa comunicazione la scelta non ha effetto, e la regola non si può cambiare con un accordo. La raccomandata consegnata a mano non vale, nemmeno con la firma dell'inquilino, e se gli inquilini sono più di uno va mandata a ciascuno. Non serve se la rinuncia è già scritta nel contratto. Se l'immobile è in comproprietà, basta che uno solo dei proprietari scelga la cedolare perché nessuno possa chiedere l'aggiornamento. Se revochi la cedolare, secondo l'Agenzia delle Entrate l'aggiornamento non spetta nemmeno per l'anno di contratto che comincia subito dopo l'ultimo anno in cedolare (circolare 26/E del 2011, paragrafo 2.3): puoi chiederlo di nuovo dall'anniversario successivo.

La cedolare al 10% vale in tutti i comuni?

No. Vale per i contratti a canone concordato e per studenti universitari nei comuni ad alta tensione abitativa: tutti i capoluoghi di provincia, Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia con i comuni confinanti, e gli altri comuni dell'elenco CIPE. Per il canone concordato vale anche in alcuni comuni colpiti da calamità: quelli con stato di emergenza deliberato nei cinque anni prima del 28 maggio 2014 e quelli del sisma 2016 con una «zona rossa»; lì però si applica solo l'aliquota del 10%, senza gli altri sconti. Negli altri comuni il concordato paga il 21%. Se il contratto è stato firmato senza l'assistenza delle associazioni di proprietari e inquilini, per avere gli sconti serve l'attestazione di un'associazione che ha firmato l'accordo territoriale (l'accordo locale che fissa i canoni concordati).

Quando si sceglie la cedolare e si può cambiare idea?

Puoi sceglierla quando registri il contratto oppure all'inizio di uno degli anni successivi del contratto, entro 30 giorni (gli anni si contano dalla data di inizio del contratto, non da gennaio). Se il contratto viene prorogato, la scelta va confermata con la comunicazione di proroga, entro 30 giorni; se te ne dimentichi non perdi la cedolare, purché tu abbia continuato a pagarla e a dichiararla, ma la proroga va comunque comunicata. Se la scegli dopo il primo anno, l'imposta di registro e il bollo già pagati non vengono rimborsati. Puoi revocarla allo stesso modo, all'inizio di uno degli anni successivi e sempre entro 30 giorni, pagando l'imposta di registro, e sceglierla di nuovo più avanti. Se l'immobile è in comproprietà, ogni proprietario decide per sé.

Quando si paga la cedolare secca?

Con le stesse scadenze dell'IRPEF. Il saldo si paga entro il 30 giugno dell'anno dopo. L'acconto è pari al 100% della cedolare dell'anno prima e si paga solo se questa supera 51,65 €: in un'unica rata entro il 30 novembre se è inferiore a 257,52 €, altrimenti in due rate, il 40% entro il 30 giugno e il 60% entro il 30 novembre (metà e metà per chi ha un'attività con partita IVA per cui esistono gli ISA, le cosiddette pagelle fiscali). Il 30 giugno si può spostare al 30 luglio pagando lo 0,40% in più. Nel primo anno in cui scegli la cedolare, di norma l'acconto non si paga, perché manca l'anno precedente su cui calcolarlo. Si versa con il modello F24, codici 1840, 1841 e 1842.

Il reddito in cedolare secca conta per detrazioni e ISEE?

Sì. Il reddito dell'affitto in cedolare non si somma agli altri redditi per l'IRPEF, quindi non ti fa salire di scaglione, e sulla cedolare non si possono usare né le detrazioni né le spese che si tolgono dal reddito (gli oneri deducibili). Però conta, per il canone intero, quando si calcolano le detrazioni per lavoro, pensione e familiari a carico, quando si decide se sei fiscalmente a carico di un familiare e per l'ISEE. Per questo, se hai stipendio o pensione, l'affitto riduce un po' le tue detrazioni anche con la cedolare.

Con la cedolare secca si paga l'IMU?

Sì. La cedolare sostituisce IRPEF, addizionali e imposte di registro e di bollo sul contratto, ma non l'IMU, che per una casa affittata si paga in entrambi i casi: per questo il calcolatore non la mette nel confronto. Per le abitazioni affittate a canone concordato l'IMU è ridotta del 25%, in qualunque comune. Resta dovuta anche la marca da bollo da 2 € sulle ricevute d'affitto oltre 77,47 €.

Cosa cambia dal 2027 per cedolare e IRPEF?

Per ora nei numeri niente. Dal 1° gennaio 2027 entra in vigore il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (decreto legislativo 117/2026): la cedolare passa agli articoli 203-206, gli scaglioni IRPEF restano all'articolo 11 con le stesse aliquote (23%, 33% e 43%) e gli sconti del concordato vanno all'articolo 39. Anche l'imposta di registro passa a un nuovo testo unico (decreto legislativo 123/2025), con le stesse regole: 2% del canone, arrotondato all'euro, e minimo 67 €. La Legge di bilancio 2027 potrebbe cambiare gli scaglioni: aggiorneremo il calcolatore quando sarà in Gazzetta Ufficiale.

Fonti ufficiali

Strumento informativo. Il risultato è una stima calcolata con le regole indicate nelle fonti e con i dati che inserisci. Non sostituisce il parere di un commercialista, di un avvocato o di un CAF, che possono valutare il tuo caso specifico.