Acconto e saldo della cedolare secca: quanto versi e quando
Aggiornato Il calcolo avviene nel tuo browser: nessun dato viene inviato
Solo l'affitto, senza spese condominiali. Se hai più contratti, usa «Conosco l'importo» e somma le cedolari.
0 se il 2026 è il primo anno: niente acconto.
Serve per il saldo e per l'acconto 2027.
Altre opzioniPartita IVA, metodo previsionale, prima rata già versata, rate
ISA sono gli indici sintetici di affidabilità fiscale delle partite IVA. Le rate diventano 50% e 50%. Vale anche se sei socio di una società di persone, di uno studio associato o di una srl che tassa gli utili direttamente sui soci («in trasparenza»), e anche se gli ISA non li applichi: conta che l'attività abbia un ISA approvato e ricavi o compensi entro il limite di quell'indice.
La previsione si ricava dai mesi in cedolare nel 2026 e dal canone del 2026, nel campo qui sotto. Conta solo se ne esce una cedolare più bassa di quella del 2025.
Solo se nel 2026 il canone è diverso. Se lo lasci vuoto vale quello scritto sopra.
Quanto hai versato a giugno o luglio, senza la maggiorazione. Se è più del dovuto la rata di novembre scende; se è meno (o 0) ti diciamo cosa manca.
Saldo e prima rata si possono versare entro il trentesimo giorno dopo la scadenza, con lo 0,40% in più. La rata di novembre non ha una seconda data.
Saldo 2026 e prima rata dell'acconto 2027: fino a 7 rate dal 30 giugno, fino a 6 dal 30 luglio, con gli interessi.
I tuoi versamenti
Versamento entro il
€ 907,00
codice tributo 1841 · anno di riferimento 2026 · acconto 2026, seconda rata
- Acconto 2026 (totale)due rate: € 605 + € 907
- € 1.512,00
- Saldo 2026 (giugno 2027)cedolare 2026 meno gli acconti
- € 0,00
- Acconto 2027 (totale)due rate: € 605 + € 907
- € 1.512,00
Cosa fare e quando
Entro il 30 novembre 2026 versa 907,00 € con F24, sezione Erario, codice 1841, anno 2026. Questa rata non si può dividere.
Come l'abbiamo calcolato
- Cedolare 2025: € 600 × 12 × 21% = € 1.512.
- Supera € 51,65: l'acconto 2026 è dovuto, pari al 100% → € 1.512.
- Il 40% (€ 604,80) supera € 103: due rate → € 605 entro il 30 giugno, € 907 entro il 30 novembre.
- Cedolare 2026 prevista: € 600 × 12 × 21% = € 1.512. Acconti versati: € 1.512. Saldo: € 0.
- Acconto 2027 = 100% della cedolare 2026 → € 605 + € 907.
Calendario dei versamenti
Per ogni data trovi quello che va scritto nell'F24, sezione Erario: codice tributo, rateazione (dove serve), anno di riferimento e importo a debito.
- Acconto 2026, prima ratacodice 1840 · rateazione 0101 · anno 2026€ 605,00
Se paghi entro il 30 luglio 2026 (con lo 0,40% in più): € 607,42
- Acconto 2026, seconda ratacodice 1841 · anno 2026€ 907,00
Questa rata non si può dividere e non ha una seconda data.
- Acconto 2027, prima ratacodice 1840 · rateazione 0101 · anno 2027€ 605,00
Saldo 2026: € 0,00, niente da versare con il codice 1842.
Se paghi entro il 30 luglio 2027 (con lo 0,40% in più): € 607,42
- Acconto 2027, seconda ratacodice 1841 · anno 2027€ 907,00
Questa rata non si può dividere e non ha una seconda data.
Le date del 2027 sono calcolate con le regole in vigore nel 2026: un decreto può spostarle.
Scrivi il canone o la cedolare dell'anno scorso: vedi subito se l'acconto è dovuto, in quante rate e con quali importi. Per ogni scadenza trovi il codice tributo e l'anno da scrivere nell'F24, e puoi salvare tutte le date nel tuo calendario. Il calcolo segue le regole del 2026 e le istruzioni dell'Agenzia delle Entrate.
Come funziona l'acconto della cedolare secca
La cedolare secca si paga in due tempi, come l'IRPEF. Durante l'anno versi un acconto, pari al 100% della cedolare dell'anno prima. L'anno dopo, con la dichiarazione, fai i conti veri: se la cedolare dell'anno è più alta degli acconti, versi la differenza (il saldo); se è più bassa, hai un credito. L'acconto è unico: se hai più contratti in cedolare, per le soglie conta la somma.
Esempio svolto: 600 € al mese per tutto l'anno
Con i valori con cui si apre il calcolatore: 600 € al mese per tutto l'anno al 21% fanno 1.512 € di cedolare. L'acconto 2026 è 1.512 €: 605 € entro il 30 giugno e 907 € entro il 30 novembre.
Se devi ancora decidere fra i due regimi, il confronto lo fa il calcolatore cedolare secca o IRPEF.
Le due soglie: 51,65 e 257,52 euro
- Fino a 51,65 € di cedolare dell'anno prima: nessun acconto. Paghi tutto a saldo l'anno dopo.
- Oltre 51,65 € e sotto 257,52 €: acconto in un'unica soluzione entro il 30 novembre.
- Da 257,52 € in su: due rate, il 40% entro il 30 giugno e il 60% entro il 30 novembre.
La seconda soglia viene da una regola semplice: si paga in due rate solo se la prima supera 103 €, e il 40% di 257,52 € è proprio 103 €.
In dichiarazione però la cedolare è scritta in euro interi, e il confronto si fa su quel numero. Per questo il calcolatore arrotonda all'euro l'importo che scrivi e in pratica le fasce sono: nessun acconto fino a 51 €, unica soluzione da 52 a 257 €, due rate da 258 €. Se scrivi 51,60 € vedi 52 € e un acconto dovuto: è quello che succede anche nel modello.
Per chi ha un'attività con ISA o è in regime forfettario le rate sono al 50%, quindi la seconda soglia scende: unica soluzione fino a 206 €, due rate da 207 €.
Le scadenze del 2026 e del 2027
| Data | Cosa si versa |
|---|---|
| 30 giugno 2026 | Saldo 2025 e prima rata dell'acconto 2026 |
| 30 luglio 2026 | Gli stessi importi, con lo 0,40% in più |
| 30 novembre 2026 | Seconda o unica rata dell'acconto 2026 |
| 30 giugno 2027 | Saldo 2026 e prima rata dell'acconto 2027 |
| 30 luglio 2027 | Gli stessi importi, con lo 0,40% in più |
| 30 novembre 2027 | Seconda o unica rata dell'acconto 2027 |
Solo nel 2026, per chi ha un'attività con ISA o è in regime forfettario (anche come socio): 20 luglio 2026 senza maggiorazione, oppure 20 agosto 2026 con lo 0,80% in più.
Le date del 2027 sono calcolate con le regole in vigore nel 2026: un decreto può spostarle, come è successo nel 2026. Se una scadenza cade di sabato o in un giorno festivo passa al primo giorno lavorativo successivo; nel 2026 e nel 2027 non succede per nessuna di queste date. I versamenti che scadono fra il 1º e il 20 agosto si possono fare entro il 20.
Primo anno di cedolare: niente acconto
Se nel 2025 non avevi affitti in cedolare, nel 2026 non versi acconti: manca l'anno precedente su cui calcolarli. Attenzione al giugno dell'anno dopo, perché arrivano insieme il saldo di tutto il primo anno e la prima rata dell'acconto del secondo.
Esempio: 700 € al mese da maggio 2026 → saldo 1.176 € più prima rata 470 € = 1.646 € entro il 30 giugno 2027. Se prima su quell'affitto pagavi l'IRPEF, l'acconto IRPEF resta calcolato sull'anno prima.
Come compilare l'F24
Si usa la sezione Erario, con i codici tributo indicati dall'Agenzia delle Entrate:
- 1840 per la prima rata dell'acconto;
- 1841 per la seconda rata o per l'acconto in unica soluzione;
- 1842 per il saldo.
Nel campo «anno di riferimento» va l'anno a cui si riferisce l'imposta: per gli acconti del 2026 scrivi 2026; per il saldo del 2026, che paghi nel 2027, scrivi sempre 2026. Gli importi vanno con due decimali.
Nel campo «rateazione/regione/prov./mese rif.», per i codici 1840 e 1842 scrivi 0101 se paghi in una volta; se paghi a rate scrivi il numero della rata e il numero totale delle rate (0104 per la prima di quattro, 0204 per la seconda), come indica la risoluzione 59/E del 2011. Per il 1841 quel campo non serve. Chi paga entro il 30 luglio aggiunge lo 0,40% all'importo, sullo stesso codice. L'F24 non accetta righe sotto 1,03 €: gli interessi di rateazione più bassi di così, per prassi, non si versano.
Pagare a rate
Il saldo e la prima rata dell'acconto si possono dividere in rate mensili uguali: la prima alla scadenza, le altre entro il 16 di ogni mese, l'ultima entro il 16 dicembre. Sulle rate successive alla prima si pagano interessi del 4% annuo (0,18% sulla seconda rata, poi 0,33% in più al mese), da versare a parte con il codice 1668, in un solo rigo. Le rate sono uguali; se la divisione non torna al centesimo, i centesimi di differenza vanno sull'ultima. La rata di novembre non si può dividere.
Queste regole valgono per chi paga con l'F24: con il 730 e il sostituto d'imposta le rate sono da 2 a 6 (al massimo 5 per i pensionati), trattenute in busta paga con lo 0,33% al mese.
Se quest'anno incassi meno: il metodo previsionale
Se sai che nel 2026 la cedolare sarà più bassa (contratto finito, canone ridotto, casa venduta), puoi calcolare l'acconto su quanto prevedi di pagare invece che sull'anno prima. È lecito, ma la previsione è a tuo rischio. Sei in regola se l'acconto che versi copre tutta la cedolare che risulterà dovuta per il 2026; e comunque non ti si può chiedere più dell'acconto calcolato sull'anno prima. Se versi meno di così, sanzione e interessi si pagano sulla parte che manca, non su tutto lo scarto dalla previsione. Nella dichiarazione vanno comunque indicati gli acconti calcolati sull'anno prima.
Partita IVA e 730
Chi, oltre all'affitto, ha un'attività per cui esistono gli ISA (anche se non li applica) o è in regime forfettario versa due rate uguali, 50% e 50%. Vale anche per chi è socio di una società di persone, di uno studio associato o di una srl in trasparenza che ha un'attività con ISA. In questo caso l'acconto è in unica soluzione fino a 206 €. Nel 2026 per queste persone la prima rata scadeva il 20 luglio (20 agosto con lo 0,80%).
Chi presenta il 730 con il datore di lavoro o l'ente pensionistico non usa l'F24: gli stessi importi vengono trattenuti dalla busta paga o dalla pensione, da luglio e a novembre. Con il 730 gli importi fino a 12 € non vengono né trattenuti né rimborsati.
Cosa non calcola questo strumento
- Il ravvedimento operoso per una scadenza già passata senza versamento: sanzione ridotta e interessi vanno calcolati a parte.
- Le trattenute del 730 in busta paga o sulla pensione: il calendario e le righe dell'F24 valgono per chi versa da sé.
- Locazioni brevi, crediti dell'anno prima, più contratti o canoni cambiati durante l'anno: parti dall'importo della dichiarazione con «Conosco l'importo».
Domande frequenti
Quando non si paga l'acconto della cedolare secca?
Quando la cedolare dovuta per l'anno precedente non supera 51,65 € (in dichiarazione, dove gli importi sono in euro interi: fino a 51 €) e nel primo anno in cui scegli la cedolare, perché manca l'anno prima su cui calcolarlo. In entrambi i casi paghi tutto a saldo, entro il 30 giugno dell'anno dopo.
Come si calcola l'acconto della cedolare secca 2026?
È il 100% della cedolare dovuta per il 2025. Nel modello Redditi PF 2026 l'importo è nel rigo LC1, colonna 5. Se è inferiore a 257,52 € (in euro interi: fino a 257 €) lo versi tutto entro il 30 novembre 2026; da 257,52 € in su (da 258 €) versi il 40% entro il 30 giugno e il 60% entro il 30 novembre. Esempio: cedolare 2025 di 1.512 € → 605 € a giugno e 907 € a novembre.
Quali codici tributo si usano nell'F24?
1840 per la prima rata dell'acconto, 1841 per la seconda rata o per l'acconto in unica soluzione, 1842 per il saldo. Si scrivono nella sezione Erario, con l'anno a cui si riferisce l'imposta: 2026 per gli acconti 2026 e anche per il saldo 2026, che si paga nel 2027. Per i codici 1840 e 1842 nel campo «rateazione» va 0101 se paghi in una volta, oppure il numero della rata seguito dal numero delle rate (per esempio 0104).
Posso pagare dopo il 30 giugno?
Sì: saldo e prima rata dell'acconto si possono versare entro il 30 luglio aggiungendo lo 0,40%. Su 605 € sono 2,42 € in più. La rata del 30 novembre invece non ha una seconda data.
Si può pagare la cedolare secca a rate?
Il saldo e la prima rata dell'acconto sì. Con l'F24: fino a 7 rate mensili uguali, entro il 16 di ogni mese, da finire entro il 16 dicembre, con interessi del 4% annuo da versare con il codice 1668. Con il 730 e il sostituto d'imposta: da 2 a 6 rate (al massimo 5 per i pensionati), trattenute in busta paga con un interesse dello 0,33% al mese. La seconda o unica rata di novembre va pagata in una volta.
Posso versare un acconto più basso se quest'anno incasso meno?
Sì, con il metodo previsionale: calcoli l'acconto sulla cedolare che prevedi per l'anno in corso. Non ci sono sanzioni se quello che versi copre tutta la cedolare che risulterà davvero dovuta, e in ogni caso non devi più dell'acconto calcolato sull'anno prima. Se versi meno, sulla parte che manca paghi sanzione e interessi.
Con il 730 devo pagare con l'F24?
No, se hai un datore di lavoro o un ente pensionistico che fa da sostituto d'imposta: saldo e prima rata vengono trattenuti dalla busta paga di luglio (agosto o settembre per i pensionati), la seconda o unica rata a novembre. Se vuoi una trattenuta di novembre più bassa devi scriverlo al sostituto entro il 10 ottobre. Saldo e prima rata si possono dividere da 2 a 6 rate (al massimo 5 per i pensionati), con un interesse dello 0,33% al mese: si chiede nel 730, rigo F6. Gli importi fino a 12 € non vengono né trattenuti né rimborsati. Con il 730 senza sostituto paghi con l'F24 alle stesse date.
Ho la partita IVA o sono socio di una società: cambia qualcosa?
Se eserciti un'attività per cui sono stati approvati gli ISA, anche se non li applichi, o sei in regime forfettario, le due rate sono uguali: 50% entro il 30 giugno e 50% entro il 30 novembre. Vale anche se sei socio di una società di persone, di uno studio associato o di una srl in trasparenza con un'attività ISA. In questo caso l'acconto si versa in un'unica soluzione fino a 206 €. Nel 2026 la prima rata per queste persone è stata spostata al 20 luglio, oppure al 20 agosto con lo 0,80% in più.
Ho più case in cedolare: le soglie valgono per ogni contratto?
No. L'acconto è unico: si sommano le cedolari di tutti i contratti e si guardano le soglie sul totale. Nell'F24 basta una riga per codice tributo.
Cosa succede se ho versato troppo acconto?
La differenza diventa un credito nella dichiarazione dell'anno dopo: puoi usarlo in compensazione nell'F24 per pagare altre imposte oppure chiederlo a rimborso. Fino a 12 € il credito non viene rimborsato.
Fonti ufficiali
- Agenzia delle Entrate — Cedolare secca: come e quando si paga
- Decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 — articolo 3, comma 4, su Normattiva
- DPR 7 dicembre 2001, n. 435 — articolo 17 (termini di versamento e rate di acconto), su Normattiva
- Legge 23 marzo 1977, n. 97 — articolo 1 (soglia sotto cui l'acconto non è dovuto), su Normattiva
- Decreto-legge 2 marzo 1989, n. 69 — articolo 4 (quando l'acconto ridotto non è sanzionato), su Normattiva
- Decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124 — articolo 58 (rate al 50% per i soggetti ISA), su Normattiva
- Decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 — articolo 20 (pagamenti rateali), su Normattiva
- Decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 — articolo 12-quinquies, commi 3 e 4 (chi rientra nelle rate al 50%), su Normattiva
- Decreto-legge 30 aprile 2026, n. 63 — articolo 1-sexies (versamenti 2026 al 20 luglio per ISA e forfettari), su Normattiva
- Agenzia delle Entrate — Risoluzione 59/E del 25 maggio 2011 (codici tributo 1840, 1841, 1842 e campo «rateazione»)
- Agenzia delle Entrate — Modello 730/2026, istruzioni (rigo F6 e conguagli del sostituto)
- Agenzia delle Entrate — Provvedimento del 7 aprile 2011 (punto 7: versamenti)
- Agenzia delle Entrate — Circolare 26/E del 1º giugno 2011 (paragrafo 7)
- Agenzia delle Entrate — Modello Redditi Persone fisiche 2026, istruzioni (quadro LC e «Modalità e termini di versamento»)
Strumento informativo. Il calcolo è indicativo e non sostituisce la dichiarazione dei redditi. Gli importi veri sono quelli che risultano dal tuo modello Redditi o 730: se hai locazioni brevi, crediti dell'anno precedente, più contratti o canoni cambiati durante l'anno, parti dall'importo della dichiarazione. Le date del 2027 sono calcolate con le regole in vigore nel 2026 e possono essere spostate da proroghe decise durante l'anno. Nel dubbio chiedi al CAF o al commercialista.
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