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Calcolo adeguamento ISTAT dell'affitto

Aggiornato Il calcolo avviene nel tuo browser: nessun dato viene inviato

Ultimo indice ISTAT per gli affitti

Ultimo indice
+3,4%
agosto 2026
Al 75%
+2,55%
quota più usata
Prossimo indice
16 ottobre
settembre 2026

Indice FOI senza tabacchi · dati controllati il 1° ottobre 2026

€

Quello che l'inquilino paga oggi, senza spese condominiali.

L'aggiornamento scatta ogni anno in questo giorno.

Cosa dice la clausola ISTAT del contratto

Cerca nel contratto la parola "ISTAT" o "aggiornamento".

Aggiornamento del 1° settembre 2026 · indice di agosto 2026

Tu o un altro proprietario avete scelto la cedolare secca per questo affitto?

Basta che l'abbia scelta uno dei proprietari: l'aggiornamento è sospeso per tutti.

Per esempio se l'hai lasciata da poco per tornare alla tassazione ordinaria.

Il concordato è quello firmato secondo l'accordo territoriale del comune, anche se dura più di 3+2. Box o cantina affittati insieme alla casa: scegli il contratto della casa.

Altre opzioniAnno 2026 automatico, mese automatico

Anniversario del contratto: 1° settembre 2026.

Automatico = agosto 2026 (+3,4%). Di solito è il mese prima dell'anniversario: cambialo solo se il contratto indica un altro mese.

Risultato

Nuovo canone mensile

€ 820,40

anniversario: 1° settembre 2026 · + € 20,40 al mese

Canone attuale
€ 800,00
Variazione ISTAT di agosto 2026
+3,4%
Quota prevista dal contratto
75%
Percentuale di aumento
+2,55%
Aumento al mese
€ 20,40
Aumento in un anno12 mensilità
€ 244,80
Nuovo canone mensile
€ 820,40

€ 800,00 × (1 + 3,4% × 75%) = € 800,00 × 1,0255 = € 820,40

Dati ISTAT

Indice FOI senza tabacchi di agosto 2026: variazione annua +3,4%, indice 103,7 in base 2025 = 100.

Fonte ISTAT, dati controllati il 1° ottobre 2026.

Il prossimo indice (settembre 2026) è in calendario ISTAT per il 16 ottobre 2026.

Cosa fare adesso

  1. Manda la lettera con un mezzo che provi la consegna: raccomandata con ricevuta di ritorno, oppure PEC se l'inquilino ne ha una.
  2. Metti nella lettera la data del giorno in cui la spedisci. Se la spedisci entro agosto 2026, chiede il nuovo canone dal 1° settembre 2026; se la spedisci dopo, dal mese successivo a quello in cui l'inquilino la riceve. Conta il giorno in cui arriva: spediscila per tempo.
  3. La lettera non chiede differenze per i mesi già passati. Se pensi che ti spettino (per esempio perché il contratto dice che l'aggiornamento è automatico), fatti consigliare prima di chiederle.
  4. Se paghi l'imposta di registro anno per anno, tieni conto del nuovo canone nei versamenti: se vale dall'anniversario, conta già per l'annualità che inizia il 1° settembre 2026; se parte da un mese successivo, conta dall'annualità che inizia il 1° settembre 2027.

Lettera per l'inquilino

Compila i campi che ti servono: il testo della lettera si aggiorna mentre scrivi.

Metti la data del giorno in cui la spedisci. Se la spedisci entro agosto 2026, la lettera chiede il nuovo canone dall'anniversario (1° settembre 2026); se la spedisci dopo, dal mese successivo a quello in cui l'inquilino la riceve.

I dati della lettera restano nel tuo browser: non vengono inviati né salvati.

____________, ____________ Oggetto: richiesta di aggiornamento ISTAT del canone di locazione Gentile inquilino, come previsto dal contratto di locazione, con questa lettera Le chiedo l'aggiornamento annuale del canone in base alla variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI, senza tabacchi) di agosto 2026, pari a +3,4%, applicata al 75% (+2,55%). Il canone mensile passa quindi da € 800,00 a € 820,40, con un aumento di € 20,40 al mese. La prego di versare il nuovo canone a partire dalla mensilità del mese successivo a quello in cui riceverà questa lettera. Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento. Cordiali saluti Il proprietario

Nuovo canone con l'ultimo indice ufficiale, agosto 2026: +3,4%, i limiti di legge del tuo contratto e la lettera per l'inquilino.

Come si calcola l'aggiornamento ISTAT dell'affitto

Si parte dalla variazione annuale dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), senza tabacchi: è la percentuale che ISTAT pubblica ogni mese e che dice quanto sono cresciuti i prezzi rispetto a dodici mesi prima. Si prende la quota prevista dal contratto, per esempio il 75%, e la si applica al canone di oggi:

nuovo canone = canone attuale × (1 + variazione ISTAT × quota)

Il risultato si arrotonda al centesimo. L'aumento si calcola sul canone che l'inquilino paga oggi, quindi già aggiornato negli anni precedenti. L'aggiornamento si fa una volta l'anno, all'anniversario del contratto: il primo arriva al primo anniversario.

Esempio svolto

Sono i valori con cui si apre il calcolatore. Contratto a canone libero iniziato il 1° settembre 2025, canone di € 800 al mese, clausola ISTAT al 75%, senza cedolare secca. Il primo aggiornamento scatta il 1° settembre 2026 e usa la variazione di agosto 2026, il mese prima dell'anniversario, pari a +3,4%:

  1. percentuale di aumento: 3,4% × 75% = 2,55%;
  2. nuovo canone: € 800 × 1,0255 = € 820,40;
  3. aumento: € 20,40 al mese, € 244,80 in un anno.

Con la clausola al 100% il nuovo canone sarebbe € 800 × 1,034 = € 827,20.

L'indice di agosto 2026 esce verso metà settembre 2026, cioè dopo l'anniversario. Una lettera spedita dopo quella data chiede il nuovo canone dal mese successivo a quello in cui l'inquilino la riceve (vedi «Da quando vale l'aumento»).

75% o 100%: quale quota si applica

Tipo di contrattoQuanto si può aumentareDa dove viene la regola
Canone libero (4+4)la percentuale scritta nella clausola, spesso 75% o 100%; senza clausola nessun aumentoil contratto (la vecchia regola del 75% per le case, art. 24 della legge 392/1978, è stata abrogata per le abitazioni nel 1998)
Canone concordato (3+2 o più lungo)al massimo il 75%, e solo se lo prevedono il contratto e l'accordo territoriale del comune (dove l'accordo manca, il decreto ministeriale)D.M. 16 gennaio 2017, art. 1, commi 9 e 12, e Allegato A, art. 2
Transitorio e studenti universitaridi norma nessun aggiornamento: i modelli ministeriali non lo prevedonoD.M. 16 gennaio 2017, Allegati B e C
Negozi, uffici e altri locali per un'attivitàal massimo il 75% se la prima durata del contratto è quella minima di legge (6 anni, 9 per alberghi e teatri). Un normale 6+6 rientra: il rinnovo automatico non conta. Con una prima durata più lunga vale il contrattolegge 392/1978, articoli 27, 28 e 32
Box, posto auto o cantina affittati da soli a un privatola percentuale della clausola; oltre il 75% meglio farsi consigliareil contratto
Qualsiasi contratto con la cedolare secca, anche di un solo proprietarionessun aggiornamento finché dura la cedolareD.Lgs. 23/2011, art. 3, comma 11 (dal 2027 art. 206, comma 3, del nuovo Testo unico delle imposte sui redditi); circolare dell'Agenzia delle Entrate 26/E del 2011

Quale mese dell'indice usare

Le norme sul canone concordato e sulla cedolare secca parlano della variazione «verificatasi nell'anno precedente». L'articolo 32 sui negozi dice solo «accertate dall'ISTAT», e per il canone libero nessuna legge ne parla. Nessuna norma fissa il mese, quindi conta quello che dice il contratto. Se il contratto non lo indica, di solito si usa il mese che precede l'anniversario: per un contratto iniziato il 1° agosto, la variazione di luglio. È la scelta automatica del calcolatore, che puoi cambiare.

ISTAT pubblica l'indice di un mese di solito verso la metà del mese successivo; quello di gennaio verso fine febbraio. Luglio 2026, per esempio, è uscito il 12 agosto 2026. Per questo, se l'anniversario cade nella prima metà del mese, l'indice del mese prima esce dopo l'anniversario. Il calcolatore usa gli indici usciti fino all'ultimo controllo dei dati (la data è sotto il risultato). Se il mese giusto non c'è ancora, mostra una stima con l'ultimo indice disponibile e prepara la lettera solo quando quel mese è nei dati, oppure se scegli tu un altro mese previsto dal contratto.

Da gennaio 2026 l'indice ha una nuova base (2025 = 100). Non devi fare conversioni: la variazione annuale pubblicata da ISTAT è già quella giusta. Sbaglia solo chi divide a mano un indice nuovo per uno vecchio, perché le due basi non sono confrontabili (il «coefficiente di raccordo» tra le due è 1,214).

ISTAT a volte corregge un valore già pubblicato e lo segnala con la lettera «r». Il calcolatore usa sempre l'ultimo valore pubblicato: se hai già mandato la lettera con il valore precedente, rifai il calcolo e, se il numero cambia, parlane con l'inquilino.

Indice ISTAT per gli affitti: gli ultimi 12 mesi

La variazione sui 12 mesi dell'indice FOI senza tabacchi e la stessa variazione al 75%, la quota più usata nei contratti. Il mese da guardare è di solito quello prima dell'anniversario.

MeseVariazione ISTATAl 75%
agosto 2026+3,4%+2,55%
luglio 2026+2,8%+2,1%
giugno 2026+2,9%+2,175%
maggio 2026+3,0%+2,25%
aprile 2026+2,6%+1,95%
marzo 2026+1,5%+1,125%
febbraio 2026+1,1%+0,825%
gennaio 2026+0,8%+0,6%
dicembre 2025+1,1%+0,825%
novembre 2025+1,0%+0,75%
ottobre 2025+1,1%+0,825%
settembre 2025+1,4%+1,05%

Fonte: ISTAT, dati controllati il 1° ottobre 2026. Il prossimo indice (settembre 2026) è in calendario ISTAT per il 16 ottobre 2026. Nelle tabelle utili trovi gli ultimi 24 mesi, con la stessa quota al 75%.

Da quando vale l'aumento (e gli anni passati)

Dipende dalla clausola. Per negozi e uffici la legge prevede l'aggiornamento «su richiesta del locatore» (art. 32 della legge 392/1978). Alcuni contratti per le case riprendono una vecchia regola, oggi abrogata per le abitazioni: l'aumento «decorrerà dal mese successivo a quello in cui ne viene fatta richiesta con lettera raccomandata». Altri contratti dicono che l'aggiornamento è automatico.

Per non chiedere più del dovuto, la lettera del calcolatore è sempre una richiesta. Chiede il nuovo canone dall'anniversario solo se è datata in un mese precedente a quello dell'anniversario; altrimenti lo chiede dal mese successivo a quello in cui l'inquilino la riceve. Per questo nella lettera va la data del giorno in cui la spedisci. Non chiede somme per i mesi o gli anni passati.

Se non hai chiesto l'aggiornamento per uno o più anni e pensi che ti spettino degli arretrati, fatti consigliare da un professionista o da un'associazione di proprietari prima di chiederli: dipende dalla clausola e da come la leggono i giudici.

Adeguamento ISTAT per negozi e uffici (locazione commerciale)

L'aggiornamento esiste solo se è previsto nel contratto e spetta su richiesta del proprietario (art. 32 della legge 392/1978): la lettera serve proprio a chiederlo. Se la prima durata del contratto è quella minima di legge (6 anni, 9 per alberghi e teatri) l'aumento non può superare il 75% della variazione ISTAT. Un normale 6+6 rientra: il rinnovo automatico non conta. Con una prima durata più lunga vale la percentuale scritta nel contratto.

Con la durata minima di legge un aumento oltre il 75% non vale, e l'inquilino può farsi restituire quanto pagato in più fino a sei mesi dopo aver lasciato i locali (art. 79). Solo per canoni sopra 250.000 € l'anno, esclusi i locali storici, le parti possono accordarsi in modo diverso da queste regole. Nel calcolatore scegli «Negozio, ufficio o altro locale per un'attività»: il tetto si applica da solo.

Adeguamento ISTAT nel canone concordato

Nel canone concordato (3+2 o più lungo) l'aggiornamento vale solo se lo prevedono il contratto e l'accordo territoriale del comune o, dove l'accordo manca, il decreto ministeriale, e al massimo per il 75% della variazione ISTAT (D.M. 16 gennaio 2017, art. 1, commi 9 e 12, e Allegato A, art. 2). Una clausola al 100% non porta quindi oltre il 75%: il calcolatore taglia la quota e lo segnala. Con la cedolare secca, anche in questi contratti, non si può chiedere nessun aggiornamento finché dura la scelta.

Casi particolari

  • Cedolare secca, anche di un solo proprietario. Chi la sceglie rinuncia per legge a qualsiasi aggiornamento del canone per tutta la durata della scelta, anche se il contratto lo prevede. Se l'immobile è di più proprietari, basta che la scelga uno perché nessuno possa chiedere l'aumento, visto che il canone è uno solo (circolare dell'Agenzia delle Entrate 26/E del 2011). La rinuncia va comunicata prima all'inquilino con raccomandata, non consegnata a mano; con più inquilini, a ciascuno. Non serve se la rinuncia è già scritta nel contratto. Gli aumenti incassati mentre c'era la cedolare vanno restituiti.
  • Hai appena lasciato la cedolare. Secondo l'Agenzia delle Entrate l'aumento non spetta nemmeno per l'anno di contratto che comincia subito dopo l'ultimo anno in cedolare: si riprende dall'anniversario successivo.
  • Inflazione a zero o negativa. Se la variazione ISTAT del mese è zero o negativa, non c'è nessun aumento da applicare.
  • Contratti iniziati il 29 febbraio. Negli anni non bisestili l'anniversario è il 28 febbraio.
  • Box, posti auto e cantine affittati da soli. Le durate minime di negozi e uffici riguardano le attività economiche: per un box affittato a un privato conta la clausola. Se supera il 75%, prima di chiedere l'aumento fatti consigliare. Box e cantine affittati insieme alla casa seguono il contratto della casa.
  • Imposta di registro. Se non c'è la cedolare e paghi l'imposta di registro anno per anno, nei versamenti devi tenere conto del canone aggiornato (lo indica l'Agenzia delle Entrate). Un aumento che scatta a metà di un'annualità del contratto non cambia l'imposta di quell'annualità: conta dalla successiva (art. 35, comma 2, DPR 131/1986). L'annualità sul canone nuovo la conta il calcolo dell'imposta di registro.

Cosa cambia dal 2027

Il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR, D.Lgs. 117/2026) e il nuovo Testo unico dell'imposta di registro (D.Lgs. 123/2025) sono già in vigore, ma le loro regole si applicano dal 1° gennaio 2027. Per l'aggiornamento ISTAT cambiano solo i numeri degli articoli, non le regole:

RegolaFino al 31/12/2026Dal 1/1/2027
Stop all'aggiornamento con la cedolareart. 3, comma 11, D.Lgs. 23/2011art. 206, comma 3, del nuovo TUIR (D.Lgs. 117/2026)
Aggiornamenti ISTAT e imposta di registroart. 35, comma 2, DPR 131/1986art. 39, comma 2, D.Lgs. 123/2025
Tetto del 75% per negozi e ufficiart. 32 della legge 392/1978invariato
Tetto del 75% nel canone concordatoD.M. 16 gennaio 2017, art. 1, comma 9invariato
IndiceFOI senza tabacchi, base 2025 = 100invariato

L'indice resta il FOI senza tabacchi in base 2025 = 100.

Cosa non calcola questo strumento

  • Controlla la clausola del tuo contratto: la quota, il mese dell'indice e se l'aggiornamento è automatico o su richiesta. Se il contratto dice qualcosa di diverso da quanto indichi qui, vale il contratto, nei limiti di legge.
  • Il calcolatore fa un aggiornamento alla volta e non calcola arretrati degli anni passati.
  • I dati ISTAT sono stati controllati il 1° ottobre 2026: se nel frattempo è uscito un indice più recente, lo trovi sul sito ISTAT.
  • La lettera è un modello: rileggila e adattala al tuo contratto prima di inviarla.

Domande frequenti

L'adeguamento ISTAT dell'affitto è obbligatorio?

No. Il canone si aggiorna solo se il contratto contiene una clausola che lo prevede. Per le case la legge non prevede più un aumento automatico: la vecchia regola del 75% (articolo 24 della legge 392/1978) è stata abrogata per le locazioni abitative dalla legge 431/1998. Con la cedolare secca, poi, l'aggiornamento è sospeso anche se il contratto lo prevede.

Ogni quanto si aggiorna il canone d'affitto?

Una volta l'anno, all'anniversario del contratto, se la clausola lo prevede. Il primo aggiornamento arriva al primo anniversario: un contratto iniziato il 1° ottobre 2025 si aggiorna la prima volta il 1° ottobre 2026. Ogni aggiornamento si calcola sul canone pagato in quel momento, già aggiornato negli anni prima.

Si applica il 75% o il 100% della variazione ISTAT?

Dipende dal contratto. Nel canone libero (4+4) vale la percentuale scritta nella clausola, spesso il 75% o il 100%. Nel canone concordato si arriva al massimo al 75%, e solo se lo prevedono il contratto e l'accordo territoriale del comune o, dove l'accordo manca, il decreto ministeriale (D.M. 16 gennaio 2017, articolo 1, commi 9 e 12, e Allegato A, articolo 2). Per negozi e uffici con la durata minima di legge, compresi i normali 6+6, il limite è il 75% (articolo 32 della legge 392/1978). I modelli ministeriali dei contratti transitori e per studenti non prevedono l'aggiornamento.

Con la cedolare secca posso chiedere l'aumento ISTAT?

No. Con la cedolare secca il proprietario rinuncia, per tutta la durata della scelta, a chiedere qualsiasi aggiornamento del canone, anche se il contratto lo prevede e compresa la variazione ISTAT (articolo 3, comma 11, del D.Lgs. 23/2011; dal 2027 articolo 206, comma 3, del nuovo Testo unico delle imposte sui redditi). Se l'immobile è di più proprietari, basta che la scelga uno perché l'aggiornamento sia sospeso per tutti. La rinuncia va comunicata prima all'inquilino con raccomandata, non consegnata a mano, salvo che sia già scritta nel contratto. Secondo l'Agenzia delle Entrate (circolare 26/E del 2011) l'aumento non spetta nemmeno per l'anno di contratto che segue l'ultimo anno in cedolare, e gli aumenti già incassati vanno restituiti.

Quale mese dell'indice ISTAT devo usare?

Quello indicato nel contratto. Se il contratto non lo dice, di solito si usa la variazione del mese che precede l'anniversario: per un contratto iniziato il 1° ottobre, quella di settembre. ISTAT pubblica l'indice di un mese di solito verso la metà del mese successivo, quello di gennaio verso fine febbraio. Se all'anniversario il mese giusto non è ancora uscito, il calcolatore mostra una stima e prepara la lettera quando il mese esce.

Da quando vale l'aumento? Si può chiedere per gli anni passati?

Dipende dalla clausola. Per negozi e uffici la legge prevede l'aggiornamento su richiesta del proprietario (articolo 32 della legge 392/1978), e alcuni contratti per le case dicono che l'aumento vale dal mese successivo alla richiesta. Per questo la lettera del calcolatore chiede il nuovo canone dall'anniversario solo se è datata in un mese precedente a quello dell'anniversario; altrimenti dal mese successivo a quello in cui l'inquilino la riceve, senza chiedere somme per il passato. Per gli aumenti non chiesti negli anni passati fatti consigliare da un professionista o da un'associazione di proprietari.

Quale indice ISTAT si usa per aggiornare l'affitto?

L'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) senza tabacchi, che ISTAT pubblica ogni mese e che serve proprio ad aggiornare affitti e assegni. Non va confuso con l'indice NIC, quello dell'inflazione di cui parlano i telegiornali: a luglio 2026, per esempio, il FOI segnava +2,8% e il NIC +2,9%.

Con la nuova base 2025 dell'indice ISTAT cambia qualcosa?

Per l'affitto no, se usi la variazione annuale pubblicata da ISTAT: è già corretta. Da gennaio 2026 gli indici sono in base 2025 = 100 e per confrontarli con quelli vecchi (base 2015 = 100) serve il coefficiente di raccordo 1,214. Sbaglia solo chi fa a mano il rapporto tra un indice nuovo e uno vecchio.

L'aumento ISTAT cambia l'imposta di registro?

Sì, se paghi l'imposta anno per anno: l'Agenzia delle Entrate indica che nel calcolo dell'imposta si deve tenere conto degli adeguamenti del canone, come l'ISTAT. Un aumento che scatta a metà di un'annualità del contratto conta dall'annualità successiva. Se hai pagato l'imposta per tutta la durata in una volta, l'aggiornamento conta solo in caso di proroga. Se tutti i proprietari hanno scelto la cedolare secca, l'imposta di registro non si paga.

E se la variazione ISTAT è negativa o zero?

Non c'è nessun aumento da applicare e il calcolatore non prepara la lettera. Se con una variazione negativa il canone possa scendere dipende da come è scritta la clausola del contratto: se parla solo di aumenti, resta quello di prima; se parla in generale di «variazione» dell'indice, la legge non dà una risposta sicura ed è meglio farsi consigliare. Per negozi e uffici l'articolo 32 della legge 392/1978 prevede l'aggiornamento per le «variazioni del potere di acquisto» della moneta e mette il tetto del 75% solo alle «variazioni in aumento»: sulle diminuzioni non dice nulla.

Come si comunica l'aumento ISTAT: raccomandata, PEC o email?

Nella forma scritta nel contratto, se la indica. Se il contratto non dice nulla, usa un mezzo che provi che l'inquilino ha ricevuto la richiesta e in quale giorno: la raccomandata con ricevuta di ritorno, oppure la PEC se anche l'inquilino ha una casella PEC. Una email normale non prova la consegna. Conta il giorno in cui la richiesta arriva: conserva la ricevuta insieme a una copia della lettera.

L'inquilino può rifiutare l'aumento ISTAT?

Non se il contratto ha la clausola di aggiornamento e il calcolo rispetta i limiti di legge. Può contestarlo, invece, se il proprietario ha scelto la cedolare secca, se nel contratto la clausola manca, se l'aumento supera il 75% della variazione ISTAT dove c'è il tetto (canone concordato, negozi e uffici con la durata minima di legge), oppure se la richiesta riguarda mesi precedenti alla lettera quando l'aggiornamento spetta solo su richiesta. In caso di disaccordo conviene rifare il conto insieme, partendo dalla clausola.

Quando esce l'indice ISTAT di settembre 2026?

Il prossimo indice (settembre 2026) è in calendario ISTAT per il 16 ottobre 2026. L'ultimo indice pubblicato è quello di agosto 2026. Di regola ISTAT pubblica l'indice di un mese verso la metà del mese successivo, quello di gennaio verso fine febbraio; il calendario ufficiale è sulla pagina ISTAT degli indici per le rivalutazioni monetarie.

Fonti ufficiali

Strumento informativo. Il risultato è una stima calcolata con le regole indicate nelle fonti e con i dati che inserisci. Non sostituisce il parere di un commercialista, di un avvocato o di un CAF, che possono valutare il tuo caso specifico.