Il deposito cauzionale nell'affitto, spiegato bene
Il deposito cauzionale (la «cauzione») non può superare tre mensilità del canone, produce interessi legali a favore dell'inquilino e va restituito alla fine del contratto, trattenendo solo quello che è documentato. Qui trovi le regole, i tassi e un esempio di calcolo.
Aggiornato Regole verificate sulle fonti ufficiali in fondo alla pagina
Quanto può essere: massimo tre mensilità
L'art. 11 della legge 392/1978 fissa il limite: il deposito cauzionale non può superare tre mensilità del canone. Con un canone di 800 € al mese il massimo è 2.400 €; con 1.200 € al mese, 3.600 €. Il limite vale per tutti i contratti di abitazione, e i modelli ministeriali dei contratti concordati, transitori e per studenti (D.M. 16 gennaio 2017) lo ripetono: «massimo tre mensilità».
Il deposito si versa alla firma, di solito con bonifico, e resta al proprietario come garanzia per canoni, spese e danni. Non è un anticipo di affitto: l'inquilino continua a pagare tutte le mensilità, compresa l'ultima. Se il contratto prevede un deposito più alto di tre mensilità, dipende: il limite è di legge e la parte in più è a rischio di dover essere restituita, quindi fatti consigliare prima di chiederla.
Gli interessi legali: quanto spettano all'inquilino
La stessa legge dice che il deposito «è produttivo di interessi legali che debbono essere corrisposti al conduttore alla fine di ogni anno». Il tasso è quello dell'art. 1284 del codice civile, fissato ogni anno con decreto del Ministero dell'Economia entro il 15 dicembre dell'anno prima; se il decreto non esce, il tasso resta quello dell'anno precedente.
| Anno | Tasso di interesse legale |
|---|---|
| 2023 | 5% |
| 2024 | 2,5% |
| 2025 | 2% |
| 2026 | 1,6% (decreto del 10 dicembre 2025) |
Si applica l'interesse semplice: gli interessi di un anno non si aggiungono al deposito per produrne altri (art. 1283 del codice civile), salvo accordo diverso. I giorni si contano dal giorno dopo il versamento fino al giorno della restituzione compreso, e il periodo si divide al 1° gennaio perché ogni anno ha il suo tasso. Nella pratica pochi proprietari li pagano ogni anno: di solito si regolano tutti insieme alla restituzione, anno per anno con il tasso di ciascun anno.
Esempio di calcolo
Esempio
- Canone di 800 € al mese: deposito di 2.400 € (tre mensilità), versato il 31 dicembre 2023 e restituito il 31 dicembre 2026.
- Il giorno del versamento non si conta, quello della restituzione sì: 2024, 2025 e 2026 sono anni interi.
- 2024: 2.400 € × 2,5% = 60,00 €
- 2025: 2.400 € × 2% = 48,00 €
- 2026: 2.400 € × 1,6% = 38,40 €
- Interessi in tutto: 146,40 €. Da restituire: 2.400 € + 146,40 € = 2.546,40 €, meno le eventuali trattenute documentate.
Per date e importi diversi usa il calcolatore degli interessi sul deposito cauzionale: applica il tasso di ogni anno, conta i giorni esatti e ti dice quanto restituire in tutto.
La clausola «deposito infruttifero»
Molti contratti scrivono che il deposito è «infruttifero», cioè senza interessi. Vale? Dipende, e la giurisprudenza non è uniforme: alcune sentenze della Cassazione (per esempio la 16969 del 2016) considerano nulla la clausola, perché l'art. 11 sarebbe una regola che le parti non possono cambiare; altre, più recenti, l'hanno ritenuta valida nei contratti abitativi.
Nel canone concordato c'è una sfumatura in più: il modello ministeriale (D.M. 16 gennaio 2017, Allegato A) prevede interessi legali riconosciuti ogni anno, ma consente di non riconoscerli se la durata minima del contratto è di almeno cinque anni. In ogni caso la scelta prudente per il proprietario è non contare sulla clausola: gli interessi sono una somma piccola (nell'esempio sopra, 146,40 € in tre anni) e pagarli evita una discussione alla fine del contratto.
La restituzione a fine contratto
Quando. La legge non fissa un numero di giorni. Il deposito si restituisce alla fine del contratto, quando l'inquilino riconsegna le chiavi e tu hai controllato la casa: nella pratica entro pochi giorni, con un conto scritto che elenca deposito, interessi e trattenute. Tenerlo senza motivo espone a una richiesta formale dell'inquilino, con gli interessi.
Il verbale di riconsegna. Il giorno della riconsegna fai un giro della casa insieme all'inquilino e scrivete un verbale con lo stato di ogni stanza, le letture dei contatori e le foto, firmato da entrambi. Confrontalo con il verbale di consegna iniziale: l'art. 1590 del codice civile dice che l'inquilino restituisce la casa nello stato in cui l'ha ricevuta, come descritta alla consegna, salvo il deterioramento dovuto all'uso normale, e non risponde di quello dovuto all'età della casa. Senza una descrizione iniziale si presume che l'abbia ricevuta in buono stato.
Cosa si può trattenere. Solo somme precise e documentate: canoni e spese non pagati, e i danni oltre l'uso normale, con preventivo o fattura. Mai per il normale invecchiamento: pareti un po' segnate, pavimenti consumati, piccole tracce di mobili. La tabella delle spese mette la tinteggiatura a carico dell'inquilino durante l'affitto, ma non dice che vada rifatta alla fine: lo spiega la guida su chi paga cosa.
Conto di chiusura
- Deposito 2.400 € + interessi 146,40 € = 2.546,40 €
- Meno 180 € per la sostituzione di un vetro rotto, con la fattura (danno oltre l'uso normale)
- Meno 0 € per la tinteggiatura: le pareti sono solo invecchiate dall'uso normale
- Da restituire: 2.366,40 €, con il conto scritto che elenca le voci.
La fideiussione come alternativa
Al posto del deposito, o accanto a esso, l'inquilino può dare una fideiussione: una banca o un'assicurazione si impegna a pagare al proprietario, fino a un importo fissato, quello che l'inquilino non paga. La legge la contempla: con la cedolare secca, per esempio, non si pagano registro e bollo neanche sulla fideiussione prestata per l'inquilino (art. 3, comma 2, D.Lgs. 23/2011). Il costo (il premio) è di norma a carico dell'inquilino, se così è scritto nel contratto.
Per il proprietario il vantaggio è non dover custodire e restituire somme; per l'inquilino, non immobilizzare tre mensilità. Se la fideiussione possa sostituire del tutto il deposito o coprire più di tre mensilità dipende dal contratto e dal caso: non è un punto verificato, fatti consigliare prima di scriverlo nel contratto. In ogni caso leggi bene cosa copre, per quanto tempo e come si attiva.
Domande frequenti
Il deposito cauzionale può essere di quattro mensilità?
No. L'art. 11 della legge 392/1978 fissa il massimo in tre mensilità del canone: con 800 € al mese, 2.400 €. I modelli ministeriali dei contratti concordati, transitori e per studenti ripetono lo stesso limite.
Quali interessi devo pagare sul deposito nel 2026?
Gli interessi legali, con il tasso dell'anno: per il 2026 l'1,6% (decreto del Ministero dell'Economia del 10 dicembre 2025); nel 2025 era il 2%, nel 2024 il 2,5% e nel 2023 il 5%. Se il deposito copre più anni, ogni anno si calcola con il suo tasso e poi si sommano, senza interessi sugli interessi.
Il contratto dice che il deposito è infruttifero: gli interessi sono dovuti lo stesso?
Dipende, perché le sentenze non sono uniformi: la Cassazione 16969 del 2016 considera nulla la clausola, altre sentenze più recenti l'hanno ritenuta valida nei contratti abitativi. La legge, da sola, dice che il deposito produce interessi legali. La scelta prudente è riconoscerli: fai valutare il tuo contratto a un professionista se vuoi fare altrimenti.
Entro quanti giorni devo restituire il deposito?
La legge non fissa un termine in giorni: il deposito si restituisce alla fine del contratto, dopo la riconsegna delle chiavi e il controllo della casa, con gli interessi maturati. Nella pratica conviene farlo entro pochi giorni, con un conto scritto, e trattenere solo le somme documentate.
Posso trattenere il deposito per ridipingere la casa?
Solo se c'è un danno oltre l'uso normale, documentato con un preventivo o una fattura. Per l'art. 1590 del codice civile l'inquilino restituisce la casa com'era alla consegna, salvo il deterioramento dovuto all'uso normale e all'età: pareti un po' segnate dopo quattro anni non sono un danno. Controlla il verbale di consegna prima di trattenere qualcosa.
L'inquilino può usare il deposito come ultimo mese di affitto?
Non da solo: il deposito è una garanzia e l'inquilino deve pagare tutte le mensilità, compresa l'ultima. Se però siete d'accordo, potete scriverlo in una breve intesa firmata da entrambi, tenendo conto che in quel caso la garanzia per i danni resta solo la differenza.
Fonti ufficiali
- Legge 27 luglio 1978, n. 392 — art. 11 (deposito cauzionale: massimo tre mensilità e interessi legali), su Normattiva
- Codice civile — art. 1284 (saggio degli interessi legali), su Normattiva
- Decreto MEF 10 dicembre 2025: tasso di interesse legale all'1,6% dal 1° gennaio 2026 (Gazzetta Ufficiale n. 289)
- Codice civile — art. 1590 (restituzione della cosa locata), su Normattiva
- Decreto ministeriale 16 gennaio 2017 — modelli di contratto concordato, transitorio e per studenti (Gazzetta Ufficiale n. 62 del 15 marzo 2017)
Strumento informativo. Questa guida spiega le regole generali con le fonti indicate. Non sostituisce il parere di un commercialista, di un avvocato o di un CAF, che possono valutare il tuo caso specifico.
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