L'IMU sulla casa che affitti, spiegata bene
L'IMU sulla casa che affitti la paga il proprietario, ogni anno, in due rate: il 16 giugno e il 16 dicembre. Si calcola dalla rendita catastale con l'aliquota decisa dal tuo comune; con il canone concordato è ridotta del 25%.
Aggiornato Regole verificate sulle fonti ufficiali in fondo alla pagina
Chi la paga: il proprietario, mai l'inquilino
L'IMU è dovuta da chi possiede l'immobile: il proprietario, oppure chi ha un diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o superficie. L'inquilino non la paga mai: verso il comune risponde solo il proprietario, qualunque cosa ci sia scritta nel contratto. In comproprietà ciascuno paga per la sua quota.
- L'abitazione principale (quella in cui vivi e hai la residenza) è esente, salvo le categorie di lusso A/1, A/8 e A/9. La casa che affitti no: l'IMU si paga sempre, anche se resta vuota per qualche mese.
- La cedolare secca non la sostituisce: l'IMU si paga sia con la cedolare sia con l'IRPEF.
- Per chi affitta come privato l'IMU non si scarica dalle tasse sull'affitto: non è deducibile né dall'IRPEF né dalla cedolare.
- L'inquilino paga invece la TARI, la tassa sui rifiuti, salvo gli affitti fino a 6 mesi nell'anno, in cui resta a carico del proprietario.
La base imponibile: rendita catastale per 1,05 per 160
Si parte dalla rendita catastale, che trovi sulla visura (gratis per il proprietario, sul sito dell'Agenzia delle Entrate) o nell'atto di acquisto. La rendita si rivaluta del 5% e si moltiplica per un coefficiente che dipende dalla categoria catastale.
| Categoria catastale | Moltiplicatore | Base imponibile per 100 € di rendita |
|---|---|---|
| Abitazioni da A/1 ad A/11, esclusa la A/10 | 160 | 16.800 € |
| A/10 (uffici e studi privati) | 80 | 8.400 € |
| Pertinenze C/2 (cantine), C/6 (box), C/7 (tettoie) | 160 | 16.800 € |
Ogni unità fa storia a sé: la casa e il box hanno due rendite e due basi imponibili, e le due imposte si sommano. Sulla casa affittata non vale l'esenzione delle pertinenze dell'abitazione principale.
La formula. IMU annua = rendita × 1,05 × 160 × aliquota del comune × quota di possesso × mesi di possesso / 12. Con il canone concordato, il risultato × 75%.
Il calcolo dell'IMU sulla seconda casa fa questo conto con l'aliquota del tuo comune, la quota e i mesi di possesso, e ti dà acconto e saldo da scrivere nell'F24.
L'aliquota la decide il comune
L'aliquota di base per gli «altri fabbricati» (tutto ciò che non è abitazione principale) è dello 0,86%. Ogni comune può alzarla fino all'1,06%, abbassarla fino ad azzerarla e differenziarla per casi (per esempio case affittate a canone concordato o tenute a disposizione). Nei comuni che applicavano la maggiorazione TASI può arrivare all'1,14%. L'1,06% è il valore più diffuso nelle città e il riferimento che usiamo quando la delibera non è disponibile.
- La delibera e il prospetto delle aliquote si cercano per comune e anno nella ricerca del Dipartimento delle Finanze: è l'unica fonte che fa fede.
- Il prospetto vale per l'anno solo se è pubblicato sul sito del Dipartimento entro il 28 ottobre; altrimenti si applicano le aliquote dell'anno prima.
- A Bolzano e Trento non c'è l'IMU ma l'IMI e l'IMIS, con regole proprie delle due province.
Nel report gratuito del tuo immobile l'IMU è calcolata con l'aliquota che inserisci, o con l'1,06% se non la conosci: in quel caso te lo diciamo, perché la differenza tra 0,86% e 1,06% su una casa media vale un paio di centinaia di euro l'anno. Per la sola IMU, con acquisto o vendita in corso d'anno e l'acconto già versato, c'è il calcolo dell'IMU.
Pro quota e pro mesi: la regola dei 15 giorni
L'IMU si calcola per anni solari, in proporzione alla quota di possesso e ai mesi in cui hai posseduto l'immobile. Un mese conta per intero se il possesso è durato più della metà dei suoi giorni (è la cosiddetta regola dei 15 giorni); altrimenti non conta. Il giorno del rogito si conta a chi compra, e se nel mese del rogito i giorni di possesso sono pari, il mese è di chi compra.
Esempio: acquisto il 10 settembre
- Settembre: possesso dal 10 al 30, 21 giorni su 30, più della metà. Il mese conta per intero.
- Mesi di possesso nell'anno: settembre, ottobre, novembre e dicembre = 4.
- IMU dovuta: imposta annua × 4/12. Con un'imposta annua di 1.246,56 €: 415,52 €, tutta nel saldo del 16 dicembre.
Lo stesso vale per la quota: con il 50% di una casa paghi il 50% dell'imposta, e ogni comproprietario fa il suo F24.
Lo sconto del 25% con il canone concordato
Per le abitazioni affittate a canone concordato (il 3+2 della legge 431/1998) l'imposta è ridotta al 75%, in tutti i comuni, anche fuori da quelli ad alta tensione abitativa, e sia con la cedolare sia con l'IRPEF. Lo sconto si applica all'imposta calcolata con l'aliquota decisa dal comune, che può a sua volta prevedere un'aliquota più bassa per questi contratti: in quel caso i due vantaggi si sommano.
Controlla con il tuo comune. Alcuni comuni chiedono una comunicazione o la dichiarazione IMU per applicare la riduzione, e per i contratti transitori e per studenti con canone da accordo territoriale la prassi non è uniforme: prima di applicare il 75% leggi il regolamento del comune o chiedi all'ufficio tributi.
Esempio svolto: dalla rendita alle rate
Appartamento A/2 con box C/6, aliquota 1,06%, proprietà al 100%, affittato tutto l'anno
- Rendita della casa 700 €: base imponibile 700 × 1,05 × 160 = 117.600 €.
- Rendita del box 60 €: base imponibile 60 × 1,05 × 160 = 10.080 €.
- IMU della casa: 117.600 € × 1,06% = 1.246,56 €.
- IMU del box: 10.080 € × 1,06% = 106,85 €.
- Totale annuo: 1.353,41 €. Sull'F24 gli importi si arrotondano all'euro: acconto 677 € il 16 giugno, saldo 676 € il 16 dicembre.
- Con il canone concordato la casa scende a 1.246,56 € × 75% = 934,92 €. Per il box affittato insieme chiedi al comune se lo sconto si estende alla pertinenza: se sì il totale è 1.015,06 € (508 € a giugno e 507 € a dicembre), altrimenti il box resta a 106,85 € e il totale è 934,92 + 106,85 = 1.041,77 €.
- Con il 50% di proprietà: la metà di tutto, circa 676,70 € l'anno, e ogni comproprietario paga la sua parte.
Sulla sola casa di questo esempio, la differenza tra un comune allo 0,86% e uno all'1,06% è di 235,20 € l'anno: per questo conviene leggere la delibera e non fidarsi di un'aliquota «media».
Quando e come si paga: 16 giugno, 16 dicembre, F24
- Acconto entro il 16 giugno: metà dell'imposta annua, calcolata con l'aliquota dell'anno prima.
- Saldo entro il 16 dicembre: il resto, a conguaglio, con l'aliquota dell'anno in corso pubblicata entro il 28 ottobre.
- Puoi anche pagare tutto in un'unica soluzione entro il 16 giugno.
- Se la scadenza cade di sabato o in un giorno festivo, slitta al primo giorno lavorativo.
Si paga con il modello F24, sezione «IMU e altri tributi locali», anche online dal tuo home banking o dai servizi dell'Agenzia delle Entrate. Nel rigo si indicano il codice catastale del comune, l'anno, la casella acconto o saldo, il numero di immobili e il codice tributo 3918 («IMU, imposta municipale propria per gli altri fabbricati, comune»). Chi ha case in comuni diversi compila un rigo per comune. La dichiarazione IMU non serve se non cambia nulla: va presentata, entro il 30 giugno dell'anno dopo, solo quando cambiano elementi che il comune non conosce.
Se ti accorgi di un errore. Se paghi in ritardo o meno del dovuto puoi rimediare da solo con il ravvedimento operoso: imposta, interessi e sanzione ridotta, sempre con l'F24 al comune (casella «ravv.» barrata). Per il conto esatto chiedi all'ufficio tributi del comune o al commercialista.
Domande frequenti
L'inquilino deve pagare l'IMU della casa in cui abita?
No, mai: l'IMU è a carico di chi possiede l'immobile, e verso il comune risponde solo il proprietario. L'inquilino paga la TARI, la tassa sui rifiuti, salvo gli affitti fino a 6 mesi nell'anno, che restano a carico del proprietario.
Con la cedolare secca si paga l'IMU?
Sì. La cedolare sostituisce IRPEF, addizionali, imposta di registro e bollo sul contratto, non l'IMU, che si paga in due rate il 16 giugno e il 16 dicembre con qualunque regime. Con il canone concordato è ridotta del 25%.
Quanto è l'IMU su una casa affittata con rendita di 700 €?
Con l'aliquota dell'1,06%: 700 × 1,05 × 160 = 117.600 € di base imponibile, cioè 1.246,56 € l'anno: sull'F24, arrotondati all'euro, 623 € di acconto il 16 giugno e 624 € di saldo il 16 dicembre. Con il canone concordato scende a 934,92 €. Con l'aliquota di base dello 0,86% sarebbero 1.011,36 €: l'aliquota del tuo comune fa la differenza.
Dove trovo l'aliquota IMU del mio comune?
Nella ricerca delle delibere sul sito del Dipartimento delle Finanze, per comune e anno: il prospetto delle aliquote vale per l'anno se è pubblicato entro il 28 ottobre, altrimenti si usano le aliquote dell'anno prima. Molti comuni la riportano anche sul proprio sito, nella pagina dell'ufficio tributi.
Se la casa resta vuota per qualche mese pago meno IMU?
No: l'IMU non dipende dal canone, si paga uguale con la casa affittata o vuota. L'unica eccezione per chi affitta è l'immobile occupato abusivamente, esente dal 2023 se hai presentato denuncia e lo comunichi al comune.
Posso detrarre l'IMU dalle tasse sull'affitto?
No. Per chi affitta come privato l'IMU non è deducibile né dall'IRPEF né dalla cedolare secca: è un costo che resta per intero a tuo carico, e che va messo in conto quando calcoli il rendimento netto dell'immobile.
Fonti ufficiali
- Legge 27 dicembre 2019, n. 160 — art. 1, commi 738-783 (IMU: soggetti passivi, base imponibile, aliquote, canone concordato, mesi, rate, prospetto), su Normattiva
- Ministero dell'Economia e delle Finanze, Dipartimento delle Finanze — IMU: aliquote (base, massima, maggiorazione)
- Ministero dell'Economia e delle Finanze, Dipartimento delle Finanze — IMU: versamenti (rate, acconto e saldo, mesi di possesso)
- Ministero dell'Economia e delle Finanze, Dipartimento delle Finanze — IMU: ricerca di regolamenti e aliquote per comune
- Agenzia delle Entrate — Tabella dei codici tributo F24 per IMU e altri tributi comunali (PDF): 3918, altri fabbricati
Strumento informativo. Questa guida spiega le regole generali con le fonti indicate. Non sostituisce il parere di un commercialista, di un avvocato o di un CAF, che possono valutare il tuo caso specifico.
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